In riferimento all'articolo apparso a pagina 16 del quotidiano Torino CronacaQui in data 10 marzo 2010, dal titolo “Raccolta firme contro il suk. «Legalizzarlo? Inaccettabile»”, a firma di Enrico Romanetto, il C.C.S.T. - Coordinamento Comitati Spontanei Torinesi desidera fare alcune precisazioni.
È notizia di oggi che circa 350 cittadini di Porta Palazzo, tra commercianti e residenti, hanno firmato in buona fede la petizione promossa dal comitato Associazioni e comitati riuniti di Porta Palazzo per evitare il riconoscimento di fatto del mercato abusivo ed illegale della domenica.
Il C.C.S.T. ritiene sia opportuno che questi cittadini firmatari, e l'opinione pubblica, vengano informati sulla reale natura dei promotori della raccolta firme. Sino a poco tempo fa, infatti, il comitato promotore era parte integrante del Progetto “The Gate”, per cui gestiva in proprio un ufficio di ascolto dei cittadini. Inoltre i promotori partecipavano ufficialmente al comitato sicurezza della Circoscrizione 7.
Questi due enti, il Progetto “The Gate” e la Circoscrizione 7, hanno sempre negato con estrema decisione che vi fosse qualsiasi problema attinente al mercato abusivo domenicale di Porta Palazzo preferendo denigrare quei cittadini, ed i comitati spontanei aderenti al C.C.S.T., che si sono sempre battuti perché spacciatori, ricettatori ed abusivi venissero giustamente perseguiti dalla legge.
Siamo sicuramente contenti che, oggi, questo sedicente comitato abbia ribaltato completamente le proprie posizioni, accorgendosi finalmente dell'esistenza del mercato abusivo e dei problemi da questo causati ai cittadini. Siamo anche oltremodo contenti che i promotori dell'iniziativa si siano ravveduti ed abbiano aperto gli occhi. Ma, oltre al presente, ci interessa anche il passato. Non possiamo quindi fare a meno di chiederci se questo ravvedimento sia dettato più da un qualche litigio interno tra notabili ed aspiranti tali che non da una vera vicinanza al cittadino. Perché, in questi anni, il comitato Associazioni e comitati riuniti di Porta Palazzo guidato da Carmelo Lavuri era manifestatamente più vicino ai notabili che minimizzavano i problemi che non ai cittadini che li denunciavano.


















