Porta Palazzo ha inviato un segnale inequivocabile alle istituzioni: «O intervenite o facciamo da noi». Gli anarchici che – dopo una notte di violenze, raid vandalici e blocchi stradali – tentavano di continuare il presidio a sostegno dei compagni da due giorni accampati sui tetti dell’ex caserma dei vigili del fuoco in corso Regina Margherita, ieri mattina si sono improvvisamente trovati di fronte non le «forze del disordine», come vengono definiti polizia e carabinieri in tenuta anti-sommossa, ma una sessantina di ambulanti di Porta Palazzo inferociti.
I parolai di professione sono stati zittiti dalla gente. Il lavoro (spesso e volentieri dimenticato) dei comitati spontanei ha finalmente dato i suoi frutti. È stato come vedere la proverbiale goccia che, a lungo andare, buca anche la pietra più dura.
Finalmente la gente, quella laborosia e onesta, si è ribellata ai soprusi di una infima minoranza e all'inerzia delle istituzioni. Quello di venerdì 29 ottobre è stato un esempio importante di autoprotezione democratica ed un insegnamento pratico a tutti quei cittadini che, pur mugugnando, evitano di prendere posizione attiva contro il degrado inarrestabile della nostra città. Un degrado che, è ormai manifesto, può essere fermato con l'impegno di tutti.


















