A Torino non si sono ancora sopite le polemiche relative all'apertura di una moschea in via Urbino e già si parla di aprirne un’altra nel quartiere di Barriera di Milano, in via Cervino angolo via Mottarone.
I cittadini si domandano se non stia avvenendo ciò che è già avvenuto in passato per i phone center ed i kebab, che hanno colonizzato interi quartieri della città. Quartieri certamente poco frequentati dalla buona società torinese che è molto vicina ai problemi dell’immigrazione e dell’integrazione degli immigrati, ma abita molto lontano da loro.
Il C.C.S.T. - Coordinamento Comitati Spontanei Torinesi crede che le moschee o centri Islamici non debbano venire aperti in quartieri che hanno già numerosi problemi di sicurezza e di qualità della vita. Come più volte abbiamo detto, riteniamo che il diritto di culto, garantito dalla Costituzione, vada rispettato tanto quanto il diritto dei cittadini alla sicurezza.
Deve essere chiaro: nessuna moschea o centro islamico potranno essere accettati senza un patto sociale che garantisca i cittadini.


















