C.C.S.T. - Coordinamento Comitati Spontanei Torinesi

    

Autogol prefettizi


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Il prefetto di Torino dott. Paolo Padoin
Nel suo ultimo intervento pubblicato sul sito www.rinnovareleistituzioni.it, dal titolo “La mappa di The Gate”, il prefetto di Torino dott. Paolo Padoin rimprovera ai comitati spontanei aderenti al C.C.S.T. - Coordinamento Comitati Spontanei Torinesi «le invettive, le denunce, il dileggio e la denigrazione delle Autorità».

Non è la prima volta che il signor prefetto ci accusa di ostacolare le brillanti iniziative delle istituzioni atte a risanare e ristabilire la legalità nei quartieri critici di Torino. La sua valutazione del fenomeno dei comitati spontanei torinesi ci è peraltro nota da tempo: già il 10 dicembre 2008, ospite telefonico di una televisione padovana, ci definiva dei piccoli capataz alla disperata ricerca di visibilità, poco inclini a collaborare con le istituzioni, inconcludenti e poco rappresentativi.

Opinioni legittime. Ma, come spesso accade alle opinioni del prefetto, facilmente smentite dai fatti. Vediamo quindi di ricordare, con rispetto, alcune delle nostre iniziative che evidentemente sono ripetutamente sfuggite negli anni alla sua attenzione.

Il signor prefetto ignora che sin dal 1996 il C.C.S.T. ha costituito l'Associazione Culturale “Il Cavalletto”. L'associazione riunisce alcune centinaia di pittori torinesi con lo scopo di portare un po' di serenità in quelle zone di Torino considerate a rischio. Una serenità portata non da ronde armate, ma dalla sola presenza di pittori “armati” di pennelli e cavalletti che occupano spazi solitamente presidiati da delinquenti e spacciatori. L'associazione iniziò la sua attività proprio nel Quadrilatero Romano, in tempi in cui la movida era ancora da inventarsi. Per alcune edizioni della manifestazione “Dipingiamo ed esponiamo in piazza...” l'associazione occupò anche i giardini di piazza Carlo Felice, di fronte a Porta Nuova, dove sfaccendati, spacciatori e sporcaccioni di ogni genere la facevano da padroni.

Il signor prefetto ignora che a Porta Palazzo le lunette della Galleria Umberto I, dove ha sede anche il Progetto “The Gate”, sono state impreziosite da sei pannelli lignei opera del maestro Mauro Chessa, uno dei massimi pittori contemporanei di Torino. L'iniziativa, volta a riqualificare l'area per i torinesi ed i turisti, è stata fortemente voluta dall'Associazione Culturale “Il Cavalletto” e dal Comitato Quadrilatero Romano, aderente al nostro coordinamento.

Il signor prefetto ignora che l'Associazione per la rinascita di Porta Palazzo, da lui citata nel suo intervento, non è la prima volta che occupa con i suoi 270 iscritti (tutti operatori commerciali) l'area mercatale di Porta Palazzo di domenica. La novità è semmai che, questa volta, l'iniziativa abbia avuto il sostegno del Progetto “The Gate”. In passato l'associazione aveva infatti già occupato legalmente, ma su sua sola iniziativa e con il solo appoggio del C.C.S.T., la piazza per contrastare il mercato domenicale abusivo e illegale tollerato per anni dalle istituzioni cittadine.

Il signor prefetto ignora che l'Associazione per la rinascita di Porta Palazzo appartiene a quella decina di comitati ed associazioni che aderiscono al C.C.S.T. (cfr. www.ccst.it/chi-siamo/coordinamento/aderenti.html).

Il signor prefetto ignora che a San Salvario, altro quartiere a rischio, il Comitato Spontaneo San Salvario (cofondatore del C.C.S.T.) collabora tutt'ora e con risultati apprezzabili alle iniziative della locale agenzia di sviluppo.

In ultimo, il signor prefetto ignora che la liberazione di via Cottolengo per ristabilire la legalità a Porta Palazzo non è avvenuta per un miracolo divino, ma grazie alla sola mobilitazione del C.C.S.T. che per anni si è battuto sul territorio provocando finalmente l'intervento risolutivo della Procura della Repubblica di Torino.

Cosa dire? Sembrerebbe che il signor prefetto ignori tante, troppe, cose della nostra variegata attività. Un'ignoranza che forse è diretta conseguenza del suo ostinato rifiuto ad incontrarci e a discutere con noi. Eppure il C.C.S.T. è da sempre disposto a collaborare con chiunque non faccia solo chiacchiere, ma fatti. Il nostro obiettivo non è infatti quello di fare carriera politica, ma di ottenere risultati concreti per quelli che sono i problemi di tanti cittadini torinesi.

E a proposito di concretezza, gradiremmo conoscere il pensiero del signor prefetto sulla recente iniziativa del C.C.S.T. riguardante la spinosa questione della futura moschea di via Urbino. Nel dibattito che abbiamo organizzato al SERMIG - Arsenale della Pace, a cui il prefetto è stato invitato e a cui non ha ritenuto opportuno partecipare, è infatti emerso chiaramente come questa questione, tenuta sotto silenzio dalle autorità cittadine, sia pronta a creare seri problemi in un quartiere già duramente provato dal fenomeno dello spaccio di droga e dalla grossa concentrazione di stranieri irregolari. Vogliamo sperare che il signor prefetto non ignori anche questi evidenti fatti.

Sono, queste, tutte iniziative positive che hanno cercato negli anni di aiutare a valorizzare i quartieri a rischio di Torino, il più della volte nell'indifferenza delle autorità. Inutile poi stupirsi che il cittadino, abbandonato a sé stesso, denunci l'assenza delle istituzioni.


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Il C.C.S.T. - Coordinamento Comitati Spontanei Torinesi rappresenta da subito una novità e una anomalia importante nel panorama socio-politico torinese, portando con forza e senza compromessi all'attenzione dell'opinione pubblica locale e nazionale le tante contraddizioni che si celano in molti dei quartieri cittadini, contraddizioni volutamente nascoste dalle istituzioni e fatte passare sotto colpevole silenzio dagli organi di informazione.

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