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Due sindaci, due modi di agire


La verità, come di consueto, non sta tutta da una parte. Non vogliamo (e sarà probabilmente solo la magistratura a poter dare un giudizio obiettivo) entrare nel merito degli incidenti scoppiati il 12 aprile in via Paolo Sarpi a Milano tra la comunità cinese e la polizia municipale. Quello che ci preme sottolineare è l'ennesima diversità emersa nell'operato di due sindaci, quello di Milano e quello di Torino.

Il nostro Sindaco Chiamparino ci è sembrato quasi gongolare di fronte agli incidenti milanesi; ha infatti dichiarato con malcelato orgoglio che a "Torino fatti analoghi non potrebbero avvenire".

Perchè? Forse perchè a Torino regnano sovrani il rispetto della Legge e dell'Ordine? Forse perchè le comunità dei cittadini extracomunitari sono pienamente integrate? No! Non ci pare proprio.

A nostro modesto parere di cittadini che vivono giornalmente sulla propria pelle l'integrazione di queste comunità, i fatti di Milano non potrebbero avvenire sotto la Mole semplicemente perchè la sovranità di intere fette di territorio cittadino è già stata consegnata a frange di immigrati.

Siamo, una volta di più, catastrofisti o siamo solo realisti? Noi pensiamo di essere realisti e per dimostrarlo crediamo basti anche un solo esempio: via Cottolengo, a Porta Palazzo.

L'amministrazione cittadina, in collaborazione con il "Progetto The Gate", in anni di duro e solerte lavoro è infatti riuscita a creare un perfetto esempio di enclave extraterritoriale. Un'enclave ove gli stranieri sono i cittadini italiani, o almeno quei coraggiosi che continuano a rifiutare la jugoslavizzazione dell'area, e ove le leggi italiane non esistono più.

Ecco, caro sindaco, il vero ed unico motivo per cui a Torino non è possibile che accadano le sommosse di via Paolo Sarpi: qui le enclave extraterritoriali si sono imposte da tempo sul territorio e nessuno gli si è opposto. Le "zone franche" che il Sindaco Moratti non tollera a Milano sono invece tollerate a Torino.

Con buona pace dei tanti torinesi balcanizzati a casa propria e che continuano a pagare l'ICI all'amministrazione di uno stato straniero: la Città di Torino, Italia.


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