Il primo punto portato avanti nella attuale campagna elettorale è la sicurezza del cittadino. Ed eccoli di nuovo. Ci riprovano con le promesse mai mantenute per estorcere il voto. Tutti i partiti dicono che è un tema molto sentito dal cittadino e per tale ragione è necessario intervenire per essergli accanto. E prima dove erano questi politici? Il problema della sicurezza non esisteva? Probabilmente è un tema caro a noi tutti esploso come una moda, all’improvviso.
Fra poco su questo tema riempiranno le nostre buche delle lettere. Molti politici si ricorderanno di essere corregionali e si presenteranno ad ognuno di noi come pugliesi, sardi o calabresi di nascita e con lettere ammiccanti diranno che hanno capito tutti i problemi e che sono pronti a risolverli con il loro partito. Così è stato due anni fa, così lo è stato anche sette anni fa e così è da sempre. La sicurezza è stato un tema ampiamente trattato nelle varie campagne elettorali dai politici in questo decennio. Nessuno dimentica i grandi cartelloni di pubblicità elettorale che all’improvviso si aprivano e campeggiavano lungo le strade cittadine con su scritto “maggiore sicurezza” solo qualche anno fa.
La domanda è la seguente: maggiore sicurezza per chi? Maggiore sicurezza per i politici? Aumenteranno le auto blu e le scorte? È probabile dato che esiste una profonda frustrazione collettiva per le promesse mancate che sta conducendo ad una esasperazione sempre più liberamente dichiarata per strada, nei bar, nei mezzi pubblici e ovunque la gente si incontra.
Sicurezza per chi delinque? Ci saranno nuove leggi a favore di Mastella o di Bassolino, o Cuffaro e dei loro amici. Giusto per non fargli provare l’ebbrezza del carcere se verranno condannati. E per i politici che in carcere ci sono già che si farà? Si farà un’amnistia ad hoc per farli uscire e visto che ci si impegna nel nobile gesto è anche giusto liberare tutti, magari motivandola ancora una volta con l’affermazione che le carceri scoppiano, come già avvenuto con l’indulto, o con nobili sentimenti quale il perdono o atto umanitario.
Ma per noi cittadini residenti a Porta Palazzo cosa cambierà con le nuove elezioni? Niente. Come da sempre. Se ci guardiamo indietro, con la nostra esperienza del “deja vu” possiamo esporre ai nostri politici il copione di ciò che avverrà in questi due mesi ad avvenire. Leggeremmo sui giornali a grandi lettere nella cronaca cittadina le grandi imprese delle forze dell’ordine. Verranno narrate in modo amplificato le retate. Come da sempre è avvenuto in campagna elettorale, leggeremmo: “fermati 10 clandestini, 5 spacciatori, due scippatori ecc..” quasi certamente ricompariranno gli elicotteri che sorvoleranno l’area della piazza durante il grande afflusso dei cittadini, magari di sabato. Tutto ciò rinforzerà l’idea che le promesse si stanno realizzando. Ancora una volta si vorrà fornire l’idea che si sta facendo sul serio.
Ma prima che si è fatto? Niente, salvo qualche retata. Anzi... È vergognoso a dirsi ma si possono contare anche fino a 12 tra poliziotti, carabinieri e vigili Urbani e a volte, è presente anche la Guardia di Finanza, che passeggiano in lungo e in largo per la piazza. Non si capisce perché non viaggiano in borghese, magari in coppia, controllando i documenti dei sospetti e intervenendo sui furti, lo spaccio, gli scippi in diretta, l’abusivismo ecc.. Non si capisce perché non intervengono con i tossicodipendenti che senza nessuna cura per la presenza degli “altri” si bucano davanti a tutti. Non si capisce la funzione di questo mucchio selvaggio itinerante, pagati con i nostri contributi.
E dopo le elezioni cosa avverrà sul grande tema della sicurezza? Anche questo lo conosciamo già. Dai primi anni Novanta si sono alternati tanti governi di centro destra e di centro sinistra, tante promesse sono state fatte e nessuna è stata mantenuta. Finite le elezioni tutto è tornato come prima. È sempre calato un grande silenzio su quel gran bisogni di sicurezza del cittadino. Non è stato così per chi era in carcere o chi stava per finirci perché l’indulto li ha miracolati. Non è stato così per i tossicodipendenti che hanno riempito le cronache cittadine con il progetto delle “Sale del Buco”. Chissà perché il tema della sicurezza chiesto a gran voce da anni da noi cittadini diventa tabù per i politici quando arrivano al parlamento.
Nel dibattito promosso il 14 marzo 2008 dal C.C.S.T., i signori politici del Partito Democratico e del Partito della Libertà cosa possono ancora aggiungere sulla sicurezza alle cose sentite in questi lunghi anni? Perché noi, che viviamo a Porta Palazzo e/o tutti quelli che come noi vivono nelle zone di grande e ripetuta sofferenza giornaliera, dobbiamo ancora una volta credere alle promesse che verranno a farci? Quali fatti e quali prospettive ci forniranno di nuovo? E come intendono portarle avanti dopo la campagna elettorale? Quali strumenti e quali persone verranno utilizzate per contrastare e garantire la sicurezza?
Noi disillusi dalla politica non possiamo farci incantare dalle false promesse. Noi chiediamo e pretendiamo certezze. Cose pratiche e non parole. Parole ne abbiamo sentite troppe. Se volete il nostro voto ci dovete far capire che avete in mente i problemi reali della sicurezza quotidiana di tutti e non solo delle aree dove lo stato è stato sconfitto, come qui a Porta Palazzo. Non vogliamo sentire che esistono piccoli reati e grandi reati. I reati non sono né piccoli né grandi, sono reati e basta! Per chi li subisce non consola sapere che è un piccolo reato se poi non ha più i soldi per mangiare per l’intero mese. Non consola rivedere libero il giorno dopo, la persona che il giorno prima lo ha aggredito, solo perché aveva commesso un piccolo reato.
Una volta per tutte si pensi alla tutela dei diritti non solo di chi delinque ma soprattutto di chi vive onestamente e ne subisce il danno. Basta promesse, vogliamo i fatti e li vogliamo con un vostro impegno politico che parta da subito.


















