Riportiamo di seguito l'intervento tenuto il 26 gennaio 2008 dal Presidente del C.C.S.T. Carlo Verra nell'Aula Magna del Palazzo di Giustizia di Torino in occasione della cerimonia di inaugurazione dell'Anno Giudiziario 2008.
Chiarissimi,
secondo indiscrezioni di stampa, un paio di settimane fa, alcuni giudici milanesi si sono definiti “lavoratori socialmente inutili”.
Noi non crediamo che una dichiarazione del genere equivalga ad una dichiarazione di resa, crediamo invece che sia un ulteriore grido d’allarme che una parte di magistratura consapevole lancia al Paese. Noi uomini e donne della strada condividiamo appieno questo grido d’allarme. Crediamo, forse sbagliando, che la giustizia, per essere tale, debba essere certa e rapida. Purtroppo, queste condizioni non sempre avvengono.
Persone ben più autorevoli di noi ammettono che molte cose non funzionano, dalle leggi confuse, alle galere che mancano, agli scarsi fondi messi a disposizione dallo Stato, etc. Noi vorremmo però aggiungere che un certo BUONISMO ideologico non serve a ridare fiducia alla gente e non serve neanche ai magistrati che vogliono fare il loro dovere.
La percezione della gente comune è che ci si preoccupi troppo di Caino e troppo poco di Abele. Bisogna adeguare le carceri al numero reale dei delinquenti e non subordinare quest'ultimo, come tristemente succede, alla disponibilità ricettiva delle strutture. Il garantismo esasperato va a scapito della vittima del reato. Forse le cose non stanno esattamente così, ma la percezione è che non si faccia giustizia.
Scusateci, ma dobbiamo ripetere (perché non riusciamo a dimenticarle) le parole del Procuratore Generale di Cassazione Dott. Favara che, all’apertura dell’Anno Giudiziario 2005, disse “quattro reati su cinque rimangono impuniti”.
Ora vi domandiamo: la situazione è cambiata? La risposta, al di là delle statistiche, ve la darà la gente: No!
A Torino, grazie a Dio, qualcosa si sta muovendo in positivo. Giudici coraggiosi, come il Dott. Padalino, il Dott. Borgna ed altri, guidati da un Procuratore Capo avveduto si sono prodigati per dimostrare che i cittadini non sono soli. Il Dott. Padalino ha presentato un progetto di legge in difesa della legalità che permetterebbe di condannare chi si cancella le impronte digitali. Questo progetto ha avuto l’assenso e il plauso di tutti i partiti politici che però non lo hanno neanche inserito nel famoso “Pacchetto Sicurezza”. E nessuno si è lamentato.
“È irresponsabile delegittimare la Magistratura“. “È irresponsabile delegittimare la Politica“.
Queste frasi sono ricorrenti come le cannonate in una guerra di trincea, sparate da una parte e dall’altra. Queste dichiarazioni fanno purtroppo delle vittime sempre più numerose: noi cittadini che sempre più rimaniamo sconcertati, soli e delusi.
I politici e i magistrati esercitano le loro funzioni in nome del popolo, che è sovrano. L’appello che vogliamo lanciare è: “chi ha più buon senso, lo usi” e il popolo gliene sarà grato.


















