C.C.S.T. - Coordinamento Comitati Spontanei Torinesi

    

Inaugurazione dell'Anno giudiziario 2010


Riportiamo di seguito l'intervento tenuto il 30 gennaio 2010 dal presidente del C.C.S.T. Carlo Verra nell'aula magna del Palazzo di Giustizia di Torino in occasione della cerimonia di inaugurazione dell'Anno giudiziario 2010 per il distretto della Corte d'Appello di Torino.

Qualcuno ha detto che la “Giustizia è malata”. Siamo d’accordo e crediamo che sia auspicabile che guarisca al più presto. Abbiamo però dei dubbi sulla pronta guarigione della malata, poiché i media ci raccontano di delinquenti arrestati legittimamente, con tanto sacrificio, dalle forze dell’ordine e inspiegabilmente (per noi cittadini) rimessi in libertà.

E non parliamo soltanto di piccoli criminali, arrestati per reati di strada, ma anche di mafiosi rilasciati perché qualcuno non ha depositato in tempo la sentenza. Vorrei ricordare un caso limite: a Milano un giudice ha presentato in ritardo ben 365 sentenze (dal 25 marzo 2003 al 16 settembre 2008). Quante scarcerazioni hanno prodotto questi ritardi? Quante scarcerazioni sono frutto della decorrenza dei termini?

In Italia è straniero il 37% dei detenuti ed il 50% dei reclusi è in attesa di giudizio. La Comunità Europea ci ha ammoniti più volte per la lentezza della giustizia, ma nulla sembra essere cambiato. I processi penali pendenti di l° grado sono 1.200.000, quelli civili di l° grado sono ben 3.680.000. La lentezza esasperante della macchina giudiziaria e le pene inadeguate fanno morire la giustizia. Poiché ritengo fondamentale il principio della pena certa, l’anno scorso chiesi, in questa stessa aula, che si intervenisse sul “minimo della pena”, che consente a Caino di non pagare mai il conto con la giustizia potendo usufruire di indulti, attenuanti e sconti per buona condotta. Ad oggi, Caino se la ride beato e, il più delle volte, impunito.

Noi dei comitati spontanei riconosciamo il valore di tanti magistrati che lavorano con spirito di sacrificio, anche al di là del loro dovere. Io vorrei però chiedere al dott. Luca Palamara, presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, se è vero e se è giusto che la categoria lavori mediamente quattro ore al giorno rispetto alle sette degli altri lavoratori, se è vero e se è giusto che vengano riconosciuti loro cinquantun giorni di ferie retribuite mentre il cittadino attende per anni giustizia, se è vero il rapporto della European  Commission for the Efficiency of Justice che ci colloca al 150° posto su 181 Paesi esaminati (dietro ad Angola, Gabon e Guinea), se è vero che nessuno vuole essere destinato a lavorare nelle sedi disagiate e, infine, se è vero che il CSM ha la facoltà di provvedere al trasferimento di magistrati nelle sedi disagiate della Sicilia, Calabria e Sardegna, ove i pochi tra di essi che accettano il trasferimento  incontrano problemi  insormontabili nell’amministrare la giustizia.

I cittadini torinesi sono comunque grati ad alcuni magistrati, come il dott. Maddalena, che non hanno mai smesso di ascoltare e di rispondere con i fatti alle giuste lamentele di quei cittadini che, disillusi, faticano a capire se debbano fidarsi ancora della giustizia. Sono quegli stessi cittadini che da anni sono vessati nei propri quartieri dalla criminalità di strada e da quella tollerata in certi salotti della politica torinese e che si domandano come la giustizia possa permettere l’esistenza di sacche di illegalità manifesta come quelle che prosperano a Porta Palazzo, Borgata Aurora, Barriera di Milano ecc.

A Milano il sindaco è stato recentemente iscritto nel registro degli indagati per omissione in atti d’ufficio a causa dei rumori molesti nei quartieri della “movida”. A Torino, altro che rumori molesti! A Porta Palazzo vi è il più grande mercato d’Europa di merce rubata o contraffatta e di droga. Sono anni che gli organi d’informazione descrivono doviziosamente la situazione e, nonostante le innumerevoli denunce dei cittadini, non sono mai stati attuati interventi risolutivi.

Riteniamo, senza voler puntare il dito contro nessuno, che sia giunta l’ora di chiedere alla Procura di Torino di indagare se vi siano gli estremi d’imputazione per “omissione in atti d’ufficio” a carico di chi, per il ruolo istituzionale rivestito, si sia reso corresponsabile di tale situazione. Perché ad essere responsabili non sono di certo i commercianti onesti, laboriosi e di ogni parte del mondo che lavorano a Porta Palazzo, né tantomeno i residenti che vedono la loro libertà di movimento e socializzazione ogni giorno più compromessa, ma piuttosto qualcuno che, come le tre scimmiette, non vede, non sente e non parla. Faccia la magistratura quello che il cittadino contribuente si attende dallo Stato: la legalità deve essere ripristinata ovunque, senza se e senza ma.


Condividi questo articolo
OKNOtizie! Segnalo! Upnews! Diggita! Fai Informazione! Notizie Flash! BlogNews! Digg! Reddit! Del.icio.us! Mixx! Google! Live! Facebook! Technorati! StumbleUpon! TwitThis
 
Ti trovi qui: Home Documenti Il punto di Carlo Verra Inaugurazione dell'Anno giudiziario 2010