
Non abbiamo mai invocato una giustizia sommaria, ma soltanto giustizia: poter uscire, camminare, parlare, lavorare, gestire imprese e socializzare senza dover essere scortati e, ovviamente, senza vivere barricati in casa. Un destino, quest'ultimo, che affligge sempre più chi maggiormente meriterebbe serenità: i nostri anziani.
In occasione dell'apertura dell'Anno giudiziario 2005 è opportuno porre anche a chi amministra la giustizia quelle domande che da tempo poniamo con amarezza a noi stessi.
Perchè dopo pochi giorni che le forze dell'ordine hanno arrestato dei delinquenti, anche abituali, li vediamo di nuovo in circolazione nei nostri quartieri? Perchè il principio della certezza della pena è molte volte dimenticato? Perchè il recupero, comunque lodevole, del criminale gli evita di scontare tutta la pena? Perchè una legge dello Stato come la Bossi-Fini viene troppe volte disattesa dai giudici?
Secondo il bilancio del procuratore generale della Cassazione, dott. Francesco Favara, quattro reati su cinque rimangono impuniti. L'unica conclusione seria da trarne è che la giustizia è in stato fallimentare. E così, mentre nei palazzi di giustizia si discute e si fa politica, la gente rimane sola con i delinquenti.


















