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Italia: la patria degli indulti


L’indulto ai clandestini ci... mancava. Il 9 aprile, una convulsa giornata parlamentare si è conclusa con un'approvazione mutila del decreto sulla sicurezza “recante misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori” emanato il 23 febbraio scorso. Il provvedimento conteneva al suo interno anche il dispositivo sulle ronde volontarie ed il prolungamento dei tempi di trattenimento degli immigrati clandestini all'interno dei CIE (Centri di Identificazione ed Espulsione), entrambi bocciati dalla maggioranza parlamentare e conseguentemente stralciati.

La bocciatura delle ronde volontarie non ci interessa, ed il perché l'abbiamo già spiegato in un precedente intervento. Quello che invece ci interessava, e molto, era l'approvazione dell'art. 5 che prevedeva l'estensione del tempo di trattenimento degli immigrati clandestini nei CIE sino ad un massimo di 180 giorni.

L’emendamento contrario presentato dall’opposizione è stato approvato a scrutinio segreto con 232 voti a favore e 225 contrari. Sarebbero 17 i deputati del PdL (Popolo della Libertà) che hanno votato con l’opposizione contro l’art. 5 del provvedimento.

Il Governo Berlusconi gode indubbiamente di un’ampia maggioranza parlamentare, ma all’interno di essa sembrerebbe che si annidino degli onorevoli "imbecilli". Costoro, imitando i franchi tiratori retaggio della Prima Repubblica ed approfittando con viltà dell'anonimato garantito dal voto segreto, hanno stravolto e bocciato un provvedimento tanto atteso dai cittadini, che toglieva dalle strade gli immigrati clandestini ed assicurava loro sei mesi di permanenza nei CIE.

Questi "personaggi" si sono assunti una grossa responsabilità. Grazie a loro verranno liberati e rispediti nei quartieri delle nostre già martoriate città individui che, lungi dal volersi integrare onestamente, torneranno ad ingrossare le fila della manovalanza a disposizione delle organizzazioni criminali.

Noi dei comitati spontanei, raccogliendo il malumore che si è venuto a creare tra i "comuni" cittadini, vogliamo invitare quei 17 deputati che hanno affossato con il loro voto questo provvedimento a lasciare i loro confortevoli e sicuri salotti per scendere in strada e frequentare con più assiduità, anche al di fuori delle scadenze elettorali, i nostri quartieri.

Gli Onorevoli potrebbero così assaporare la dura realtà quotidiana degli abitanti delle città italiane. Inoltre, questa inusuale discesa in campo potrebbe servir loro per comprendere come il combattere l’immigrazione clandestina sia ormai indispensabile per ridare tranquillità e fiducia ai cittadini.

Gli Onorevoli dimostrino una volta tanto di essere degni e rispettosi del mandato dato loro dagli elettori. Se non per coscienza, in virtù del fatto che i cittadini, continuamente delusi nelle loro aspettative, potrebbero decidere a loro volta di punirli privandoli della agognata poltrona in occasione delle future scadenze elettorali.

Il Capo della Polizia Dott. Manganelli, commentando la bocciatura del provvedimento, si è così espresso: “Si è dato un assist ai trafficanti di uomini“. Gli Onorevoli facciano tesoro dei nostri suggerimenti e meditino sul loro operato passato e futuro perché, se errare è umano, perseverare è diabolico. E ci sembra proprio, continuando sul filo della metafora, che il nostro Parlamento sia sempre più pieno di indemoniati.


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