Cresce la protesta per bloccare la direttiva Bolkestein
Desideriamo fare riflettere i nostri lettori su questo fatto anomalo: come mai solo a Torino e dintorni gli ambulanti sono scesi in piazza a manifestare evitando, per ora, di farsi ridurre al silenzio ed alla moderazione dalle chiacchere di politici a cui non importa assolutamente nulla se qualche migliaio di commercianti perderà il posto di lavoro?
La risposta può essere una sola. Gli ambulanti torinesi non si fidano più delle promesse dei rappresentanti locali della politica e delle istituzioni. Troppe promesse sono state disattese, troppe campagne elettorali sono passate senza che nulla di ciò che era stato promesso agli ambulanti sia stato realizzato: la diminuzione della tassa rifiuti (grazie alla raccolta differenziata), la riduzione del costo del plateatico, l'aiuto per difendere i mercati (soprattutto quello di Porta Palazzo, il più grande d'Europa) dalla concorrenza della grande distribuzione, Coop compresa, e la mancanza di interventi per garantire la sicurezza degli avventori da criminali, borseggiatori e delinquenti d'ogni sorta.
Non c'è quindi da stupirsi che proprio a Torino vi sia stato un pronunciamento così forte contro la direttiva Bolkestein, che va visto come una difesa del proprio posto di lavoro, ma anche come un chiaro messaggio di disapprovazione nei confronti di una classe politica disattenta e disenteressata a quelle che sono le necessità degli ambulanti. Un disinteresse miope, considerando che il capoluogo piemontese è una delle città italiane con il maggior numero di mercati (44, per un ammontare di circa 6.500 licenze). La disapprovazione degli ambulanti è peraltro assolutamente motivata: la direttiva europea, ricalcando in questo il tristemente famoso decreto Bersani sulle liberalizzazioni, annulla di fatto il valore delle licenze commerciali e priva così i commercianti della liquidazione (costituita dalla vendita della propria attività con relativa licenza) dopo un'intera vita di duro lavoro.
Complimenti vivissimi a questi governanti, sempre attenti e pronti a dare le giuste risposte ai problemi del lavoro e dei lavoratori.


















