C.C.S.T. - Coordinamento Comitati Spontanei Torinesi

    

Lettera aperta al giornalista Enrico Romanetto


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Caro Enrico,

lo scorso venerdì pomeriggio, 12 marzo, dopo averti atteso invano presso il negozio in via Cottolengo che funge da sala riunioni dei nostri comitati, abbiamo deciso di porre alla tua attenzione alcune riflessioni attraverso questa lettera aperta.

Come ben sai, il Consiglio Direttivo del C.C.S.T. - Coordinamento Comitati Spontanei Torinesi aveva ritenuto opportuno invitarti ad assistere ad una nostra riunione dopo aver letto il tuo articolo apparso a pagina 15 del quotidiano Torino CronacaQui in data 11 marzo 2010, dal titolo “Guerra tra i comitati di zona. «Siete asserviti», «Fanatici»”.

Il nostro invito era finalizzato a dimostrarti, se ce ne fosse ancora bisogno, come operiamo. Tutti i venerdì, alle ore 15, il Consiglio Direttivo del C.C.S.T. si riunisce per discutere le varie questioni inerenti alle problematiche dei quartieri ove siamo presenti (e ti ricordiamo che le associazioni ed i comitati spontanei aderenti al coordinamento sono ben 17) e per decidere eventuali iniziative da adottare.

Se ci avessi onorato della tua presenza, ti saresti potuto rendere ben conto di come nessuna decisione sia presa in maniera dittatoriale dal presidente Carlo Verra. Il C.C.S.T. è un'organizzazione che non sarebbe sopravvissuta tanti anni, nonostante gli attacchi ed i tentativi di disgregarla che sono venuti da più parti, se non fosse profondamente libera e democratica. Questi principi sono peraltro ben presenti anche nel nostro statuto, una lettura che ti invitiamo a fare.

Certo, la nostra potrebbe apparire una mera difesa d'ufficio. È facile dire di essere democratici quando non c'è nessuno che possa confermare la veridicità di tale affermazione. Ecco perché ti alleghiamo i nomi ed i numeri di telefono dei delegati dei comitati che siedono nel Consiglio Direttivo, a cui puoi tranquillamente rivolgerti per avere conferme di democraticità e libertà nella nostra organizzazione.

Avendo molto rispetto per la tua professionalità, ci saremmo aspettati anzi che questa verifica avvenisse prima di leggere sul giornale affermazioni quali: «Sono fanatici e invidiosi, Verra si sente un dittatore. La sua legge? O con me o contro di me».

Ci ha fatto molto male essere coinvolti in una polemica, che avremmo voluto un po' meno sbracata, da personaggi che hanno sempre ostacolato la nostra attività e che sono andati ripetendo per anni che «a Porta Palazzo, in fondo, tutto stava migliorando». Tutto ciò mentre il quartiere si degradava sempre di più e noi eravamo presi di mira da delinquenti e centri sociali, poiché continuavamo a dire la verità: cioè che la gente di Porta Palazzo vive male, nella paura e nell’incertezza del futuro.

Riassumendo le fila del discorso, potrai ben capire come sia per noi poco credibile leggere di denunce portate avanti, oggi, proprio da chi, ieri, sedeva accanto ai notabili del Palazzo, intento a chiacchierare amabilmente intorno a vari ed inutili tavoli (il Progetto “The Gate” ed il comitato sicurezza della Circoscrizione 7) più utili a negare i problemi che non a risolverli. Soprattutto quando gli altri, noi, stavamo (e stiamo tuttora) in strada a patire con la gente, perché siamo la gente.

Così va il mondo! Ti auguriamo un buon lavoro, con l'auspicio che possa essere sempre libero quanto il nostro.

Con stima.

Il Consiglio Direttivo del C.C.S.T. - Coordinamento Comitati Spontanei Torinesi


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