C.C.S.T. - Coordinamento Comitati Spontanei Torinesi

    

Lettera aperta al senatore Paolo Guzzanti


Per conto di molti cittadini torinesi che militano nei comitati spontanei, La invito a proseguire nel tentativo di risvegliare la Casa delle Libertà dopo la non sconfitta elettorale delle ultime elezioni.

A provocare il voto per Forza Italia e l'intera Casa delle Libertà è stato in passato il bisogno forte da parte della gente di un cambiamento, o meglio di una rivoluzione, che portasse "aria nuova" nella politica consociativa italiana. Ora i risultati, comunque di tenuta, delle ultime elezioni politiche non devono illudere i signorotti della Casa delle Libertà: finora la gente li ha votati, ma iniziano a vedersi i segni di un disamoramento espresso da una sempre crescente astensione dal voto.

La domanda da porsi è fino a quando la Casa delle Libertà e Forza Italia potranno contare sul voto di gente delusa, non motivata e che si sente abbandonata dai propri rappresentanti. I leader nazionali della Casa delle Libertà devono assolutamente incominciare ad ascoltare la propria gente, che pretende chiarezza, dando così l'esempio anche agli esponenti locali che, nel caso di Torino, sono completamente assenti nei confronti dei loro elettori e nelle sedi istituzionali.

La macchina propagandistica di Forza Italia qui a Torino non esiste: allo strapotere della macchina comunicativa della sinistra fa da contraltare il nulla, complice la pigrizia ed incapacità dei troppi politici da salotto che Forza Italia annovera tra le proprie fila. Le rivoluzioni non partono dai salotti, ma dai mercati, dalle piazze, dai luoghi dove c'è la gente. Come pensano i leader di comunicare iniziative ed infondere la fiducia nel popolo del centrodestra? Parlando ai soliti quattro gatti dei soliti salotti?

Senatore, condividendo il Suo pensiero, siamo pronti a dare una mano, nel nostro piccolo, a chi tenterà di dare uno scrollone all'immobilismo della rinascente palude democristiana che sta inquinando l'aria di libertà e giustizia che era ed è nei nostri sogni.


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