Il Palafuksas, regno del mercato abusivo di Porta Palazzo
Da una parte c'è l'illegalità, dall'altra i rappresentati delle istituzioni: nel grande mercato di Porta Palazzo convivono senza troppi problemi, dimostrando così la completa indifferenza che le istituzioni hanno per il dilagare dell’abusivismo e dell’illegalità diffusa su tutta l’area.
Il mercato abusivo, faticosamente sfrattato da via Cottolengo, si è solo spostato ai piedi dell’orribile Palafuksas, opera dell'architetto Massimiliano Fuksas. Un palazzo del tutto inutile che è servito solo ad inghiottire i tanti soldi pubblici spesi per la sua ristrutturazione e che è diventato, insieme all’ex caserma dei Vigili del Fuoco e al palazzo Mauriziano, il simbolo dello spreco cittadino dei finanziamenti europei.
Torino ha sempre potuto trarre vanto per la presenza del più grande mercato d’Europa del lecito e, da oggi, anche dell’illecito. Un primato poco invidiabile e che non riempie certo di lode e d'onore chi governa la città e chi dovrebbe stroncare l’illegalità così sfacciatamente ostentata a pochi passi di distanza dalle sedi delle istituzioni locali. Via Cottolengo è stata salvata spostando di qualche metro il problema, che viene così ampliato nella sua estensione. La legalità può aspettare, l’importante è non scontentare coloro che praticano l’illegalità e chi li sostiene politicamente.
Da quanto sopra scritto al discorso del sottopasso di c.so Regina Margherita il passo è breve. Dati i risultati sin qui ottenuti, chissà se il nostro sindaco o i membri della giunta comunale avrebbero il coraggio di addentrarsi nell’area del “sottopassaggio e sopra passeggio” (tale era lo slogan, se rammentate), di giorno o di notte, da soli o con la famiglia. Se mai dovessero osare tanto, ci avvisino. Siamo curiosi di vedere a cosa andrebbero incontro. Un consiglio? Che ci vadano nudi.
Tornando al mercato abusivo, se si ha il coraggio di calarsi al suo interno, vi si possono soddisfare proprio tutti i desideri: dalla merce taroccata alle droghe di tutti i tipi, dall'oro ai telefonini rubati e si parla anche di una fiorente compravendita di armi. Per quanto riguarda la spesa più classica, ecco il pane depositato per terra dentro sporchi sacchi di juta o sopra cassette di legno. L’igiene è un optional, non esistono orari di chiusura e, naturalmente, all’acquisto non segue l'emissione dello scontrino fiscale.
Il grande pattuglione composto da vigili urbani, poliziotti, carabinieri, uomini della Guardia di Finanza e militari del corpo degli Alpini occupa la piazza come fossimo in guerra, ma è un esercito distratto che passeggia e interviene solo dopo che il reato è già avvenuto. Un esercito dalle tante divise più portato a porgere rose ai delinquenti per scusarsi della propria presenza che non ad estrarre i manganelli per riaffermare la legalità. La nostra non è mancanza di fiducia, ma una mera constatazione della realtà: quando le cose si mettono male, i difensori di Porta Palazzo sembra che preferiscano rifugiarsi all’interno di un bar o far finta di nulla, come è avvenuto durante alcune manifestazioni provocatorie dei centri sociali. Lo spreco dei nostri soldi è assicurato, ma almeno gli ordini delle istituzioni vengono rispettati alla lettera: non fare nulla per non avere problemi.


















