Via Cottolengo alle 12:30 durante la passeggiata del procuratore della Repubblica dott. Marcello Maddalena
L'inerzia dello Stato porterà inevitabilmente alla conquista di spazi sempre maggiori da parte dell'illegalità, che si consoliderà in veri santuari come quello già esistente in via Cottolengo. In questa via, lo Stato ha rinunciato da tempo ad esercitare la propria sovranità.
Lo ha dimostrato ieri, domenica 11 marzo, quando per controllare una piccola via di poco più di cento metri ha impiegato, in un blitz durato poche ore, uomini e mezzi utilizzati solitamente per il controllo di uno stadio. Con il dispiegamento di queste forze, lo Stato ha implicitamente ammesso che solo attraverso il controllo militare del territorio è capace di imporre il rispetto della Legge. Questo rappresenta il fallimento dello Stato di diritto.
Noi non ci stiamo! L'Italia non è ancora un paese in guerra, anche se forse lo sarà nel caso il controllo del teritorio continui ad essere fallimentare ed utopistico. Come andiamo ripetendo da anni, crediamo che solo attraverso un'attiva prevenzione e una decisa dissuasione lo Stato vincerà questa guerra non dichiarata contro la criminalità di strada.
Cosa è possibile fare, allora? Si incominci immediatamente ad intimidire i delinquenti e non i cittadini che denunciano l'illegalità, come è avvenuto recentemente nella zona del Parco della Stura. Sono ormai anni che i cittadini, quando incrociano lo sguardo "da tigre" di certi prepotenti che hanno eletto le vie di Torino a loro ecosistema privilegiato, abbassano gli occhi per evitare guai: c'è l'amara consapevolezza che per la legge l'intimidazione non è reato. Parimenti, perchè le Forze dell'Ordine non possono fare altrettanto per difendere quel cittadino impaurito? Perchè non possono intimidire anch'esse i delinquenti? In fondo, non è reato.
Deve esserci la volontà politica e bisogna avere il coraggio di dare ordini precisi alla Polizia, ai Carabinieri, alla Guardia di Finanza e alla Polizia Municipale affinchè possano prevenire efficacemente quel Far West in cui si è trasformata la nostra città.


















