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Monnezza politica


Alcuni mesi addietro fu dato grande risalto alla notizia che il Procuratore Generale della Corte dei Conti del Piemonte, Dott. Ernesto Bogetti, avrebbe chiesto la condanna della Polizia di Stato per "aver procurato grave danno d'immagine per lo Stato" con le cariche a Venaus, in Val di Susa, nel dicembre 2005, durante lo sgombero di strade e cantieri occupati da centinaia di manifestanti contro la TAV.

Alla luce della recente cronaca relativa all'emergenza rifiuti in Campania e della pronta disponibilità manifestata dalla Presidentessa della Regione Piemonte Mercedes Bresso a farci accollare nuovamente qualche tonnellata di costosa "monnezza", ci chiediamo come mai in Campania non esista un Procuratore Generale della Corte dei Conti che chieda la condanna degli amministratori campani per gli stessi motivi, ossia per "aver procurato grave danno d'immagine per lo Stato". Non ci chiediamo più, invece, le motivazioni che stanno dietro alla bontà d'animo manifestata ancora una volta dalla nostra Presidentessa: sappiamo bene che, nella Regione per eccellenza dell'automobile, quando paghiamo noi cittadini la generosità non è un optional ma è di serie. In alcuni ambienti si è poi consolidata l'idea che un certo solidarismo d'assalto garantisce sempre un ottimo ritorno d'immagine. Forse a breve termine, pensiamo noi. Sul lungo periodo, chissà. Ma tanto i politici, campani come piemontesi, hanno dimostrato fin troppo bene l'incapacità di guardare oltre il presente.

Ricapitolando. La Polizia, se interviene contro devastatori e saccheggiatori, è responsabile di denigrazione dello Stato; se non interviene è responsabile per non aver impedito devastazioni e saccheggi. In definitiva, è sempre colpa della Polizia. I politici, viceversa, non hanno mai responsabilità e tantomeno colpe. Non ne hanno quando riducono, con malgoverno e cialtronaggine, una Regione e un Paese a discarica a cielo aperto e a barzelletta del Mondo civilizzato e non. Non ne hanno quando accollano ai sudditi, ossia noi cittadini, i costi dei propri errori. In definitiva, i politici sono anime nobili immuni dal peccato originale. Non hanno responsabilità, non hanno colpe e, cosa ancora più grave, non pagano mai per i disastri di cui sono artefici e/o complici.

Chissà, forse è per questo che l'Italia vive una perenne emergenza. Forse è per questo che, come mostra quotidianamente la cronaca, il territorio pubblico non appartiene più allo Stato, ma a coloro che vi abitano e che sono in grado di fermare qualunque intervento delle Forze dell'Ordine. La radicale insufficienza della classe politica italiana a governare ha creato il diritto degli abitanti ad opporsi allo Stato. La protesta organizzata, la folla determinata, ha l'ultimo potere di decisione sull'uso del territorio. Se Napoli è seduta su un cumulo di immondizia, l'Italia è seduta su una polveriera.


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