Dal dolce e tenero Gesù Bambino che giace nella mangiatoia sotto gli occhi adoranti di sua Madre e di Giuseppe, nella squallida ma nobile cornice di una stalla dove tutto ha la sua dignità, compresi il bue e l'asinello, siamo passati al barbuto Babbo Natale che guida slitte trainate da renne su sempre più improbabili campi di neve o che scampanella all'angolo di lussuose Avenues oppure dentro scintillanti supermercati.
Dagli sfavillanti tessuti persiani dei principi orientali astrologhi e magi dai nomi esotici che vengono da lontano ad adorare il Messia siamo passati a una vecchia megera a cavalcioni di una scopa che scorazza da un camino all'altro a dispensare regali costosissimi e quasi sempre inutili.
Dal ricordo sereno e composto dei nostri defunti alle chiassose e vuote serate di Halloween.
Da un opportuno richiamo alla sobrietà e al controllo dei propri istinti nel periodo della Quaresima, siamo ormai alla moda dilagante di "trasgredire" non solo a Carnevale ma per uno, due… dodici mesi all'anno.
Il paganesimo si sta prendendo una rivincita, riappropriandosi delle nostre feste e non è che l'inizio.
Questa nostra civiltà è vecchia, corrotta e mostra i segni e le crepe di cedimento. Prima o poi arriveranno i barbari. Non so dar loro un nome, ma arriveranno popoli numerosi ed agguerriti che ci metteranno di fronte a scelte radicali. Forse solo allora ci ricorderemo chi siamo, da dove veniamo e quali radici abbiamo. Sperando che non sia troppo tardi.
Oppure è già troppo tardi, ma non ce ne siamo ancora resi conto...


















