Di rumore forse non si muore, ma si può star male, fino anche ad ammalarsi. Di stress, ad esempio. Ancora non si conoscono tutti gli effetti di un'eccessiva esposizione al rumore, ma su una cosa gli esperti concordano: gli esseri umani hanno bisogno, nell'arco delle 24 ore, di lunghe pause di silenzio. Se questo è un obiettivo difficilmente raggiungibile quando si è per strada, si dovrebbe cercare di vivere in ambienti silenziosi almeno sui luoghi di lavoro e, principalmente, in casa, nelle ore dedicate al riposo.
A Torino, più precisamente nelle aree prospicienti il Parco della Pellerina, sembra che questo non sia possibile. Inizia l'estate e con essa i consueti appuntamenti festivalieri: il Festival Romeno, da poco concluso, e gli incombenti Traffic Torino Free Festival e Salsa! Festival musicale dei Caraibi e dell'America Latina.
Concerti, discoteche, ristoranti, cocktail bar, corsi di ballo e dj session animeranno ininterrottamente per oltre due mesi le notti del parco e assicureranno la consueta dose estiva di inquinamento acustico e di rumori assordanti alle migliaia di residenti della zona. Residenti che saranno sottoposti anche quest'anno ad un continuo disturbo della quiete pubblica provocato dai rumori assordanti delle attività, tutte rigorosamente all'aperto, di detti festival. Rumori così assordanti che, nelle ore notturne, è messa seriamente a rischio la possibilità di riposare. Non per un giorno o due, ma notte dopo notte per interi mesi.
S.O.S. Torino, il nostro sportello del cittadino, ha già ricevuto moltissime segnalazioni di cittadini inferociti per la mancanza di sonno e il continuo rumore che devono loro malgrado sopportare e sappiamo bene che altrettante segnalazioni, se non di più, sono giunte ai centralini del Corpo di Polizia Municipale.
Se è vero che vi è un intangibile diritto al divertimento è altrettanto legittimo il desiderio di non dover subire la musica scelta da altri e che ha esiti catastrofici per la qualità della vita dei residenti. Infatti non è dato sapere come della musica suonata a pieno volume di notte e sotto la casa della gente che dorme possa non arrecare disturbo alla quiete pubblica.
La legge quadro sull'inquinamento acustico (Legge 26/10/1995, n. 447) ha affrontato il problema introducendo lo strumento della zonizzazione acustica. Nella legge si prevede una tabella che indica diverse tipologie di rumori, calcolati in decibel e correlati alle reazioni psicofisiche che producono sulle persone. In una scala di misurazione che va da un minimo di 10 decibel (fruscio di foglie e rumori agresti) ad un massimo di 180 decibel (missile), la musica viene valutata in 110 decibel, comportanti disturbi psicofisici quali capogiri ed emicrania. Vengono pertanto individuate sei classi d’uso del territorio: 1) aree particolarmente protette (ospedali, case di riposo), 2) aree residenziali, 3) aree di tipo misto (centri abitati con negozi), 4) aree di intensa attività umana (uffici, assi commerciali, stazioni), 5) aree prevalentemente industriali, 6) aree esclusivamente industriali. La legge attribuisce ai Comuni il compito di effettuare la zonizzazione acustica del territorio.
Svaghi e divertimenti rumorosi, per quanto sacrosanti, vanno regolamentati e svolti nei luoghi opportuni. Questo anche nell’interesse degli amministratori: che convenienza c’è a contrapporre i diritti di gruppi diversi di contribuenti? Pur essendo indubbiamente legittimo il desiderio degli organizzatori di offrire un servizio su cui guadagnare, appare illegittimo collettivizzare i problemi e privatizzare i ricavi, perchè non certo di attività benefica si sta parlando ma di iniziativa imprenditoriale a scopo di lucro.
Il Comune di Torino, per rispettare il diritto al divertimento dei giovani, al guadagno dei gestori di tali iniziative e alla quiete dei residenti, dovrebbe applicare la sopracitata normativa sulla zonizzazione acustica, individuando le zone dove situare le attività rumorose e comportanti afflusso notevole di persone, così da non mettere in conflitto interessi ugualmente validi ma inconciliabili.
Purtroppo l'Amministrazione non sembra essere minimamente toccata da questi problemi. Sebbene sia stata più volte informata delle problematiche ha deciso di ignorarle del tutto. Come al solito. Evidentemente il rispetto dei diritti dei propri concittadini è l'ultimo dei pensieri per i nostri amministratori pubblici.
















