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Ordine pubblico: Torino maglia nera


La Stampa
del 20 dicembre 2009 titola: "Ordine pubblico: Torino maglia nera". Torino ha perso due posti nella graduatoria stilata da Il Sole 24 ORE sulla vivibilità delle città italiane. Nel 2008 il capoluogo piemontese si trovava al 66° posto su 107 città, oggi è scesa al 68°. Un risultato negativo prodotto dalla somma di sei punteggi attribuiti ad aspetti diversi presi in considerazione dal quotidiano economico: tenore di vita, affari e lavoro, ordine pubblico, servizi e ambiente, popolazione e tempo libero.

L'ordine pubblico è il vero tallone d’Achille della città: siamo il fanalino di coda dell’Italia, al 107° posto dopo averne persi tre rispetto all’anno scorso. Dal 2004 l’indice è peggiorato del 33%.

«Dati che lasciano il tempo che trovano. [...] A fondo classifica ci sono tre città del Nord. Non si vorrà mica dire che qui la criminalità è più alta? Semplicemente qui si denuncia di più», commenta il sindaco Sergio Chiamparino. Nessuna sorpresa. Forse il Sindaco preferirebbe che si denunciasse di meno al fine di migliorare il punteggio nella graduatoria?

Il trend è negativo, l’anno scorso la statistica era fatta sugli stessi parametri eppure siamo peggiorati, ma il prefetto Paolo Padoin non si mostra per nulla preoccupato: «Una diversa analisi, molto più puntuale, fatta dall’Ires Piemonte il 19 novembre scorso, aveva offerto risultati diversi in base agli stessi dati: un calo superiore al 10% dei reati rispetto all’anno precedente. Le statistiche non m’interessano più di tanto». Anche qui nessuna sorpresa, il Prefetto è un uomo  serafico.

Ma i cittadini che vivono il territorio sono d'accordo con le analisi di chi li rappresenta? Assolutamente no. Senza scomodare Il Sole 24 ORE, per noi dei comitati spontanei torinesi non c’è nessuna sorpresa nella notizia che a Torino l'ordine pubblico è una chimera. La situazione l’abbiamo fotografata con la nostra "indagine conoscitiva" di questi ultimi mesi (e i risultati sono stati pubblicati da tutti i principali giornali cittadini).

Ci accorgiamo quotidianamente di come nulla venga fatto per prevenire i reati. Gli uomini delle Forze dell’Ordine, a cui va tutta la nostra solidarietà e gratitudine, hanno le mani legate. Mani legate da ordini pavidi e sbagliati e da una cattiva distribuzione sul territorio, fattori che danno un messaggio di debolezza e rinuncia da parte dello Stato a combattere la delinquenza. E indubbiamente anche l’atteggiamento di certi magistrati che privilegiano il buonismo alla richiesta di sicurezza dei cittadini contribuisce non poco alla percezione d’insicurezza della gente.

Se le istituzioni continueranno ad essere sorde e sprezzanti di fronte alle richieste dei cittadini, le classifiche, e non solo quelle de Il Sole 24 ORE, resteranno ancora per lungo tempo negative. E Torino e i suoi cittadini non lo meritano.


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