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Patti per la sicurezza. A cosa servono?


A Torino il 22 maggio 2007 è stato firmato in pompa magna in Prefettura il Patto per "Torino sicura", un patto per la sicurezza dell'area torinese che dovrebbe garantire ai cittadini il ritorno ad una vita normalmente sicura.

A noi dei comitati spontanei aderenti al C.C.S.T. sembra di vedere un vecchio film, uno di quelli replicati all'infinito dalle televisioni di second'ordine. In particolare, ricordiamo il famoso protocollo di intesa dell'8 maggio 1998 firmato, sempre a Torino in Prefettura, dall'allora Ministro dell'Interno Giorgio Napolitano con il quale veniva istituito il Comitato Provinciale per la Sicurezza che coinvolgeva le massime cariche istituzionali locali. Questo iperbolico comitato ha lavorato per ben nove anni e che cosa ha prodotto? Tutti i cittadini hanno potuto constatare che la sicurezza in questi nove anni è peggiorata.

Qualcuno ci dirà che il nuovo patto firmato il 22 maggio con il Vice Ministro dell'Interno Marco Minniti è ben altra cosa. Questo patto porterà duecento uomini in più; ma quanti ne andranno in pensione? Vi saranno investimenti da parte del Comune e delle altre Istituzioni, saranno destinati più mezzi alla Polizia di Stato, etc. Può darsi. Secondo noi, tuttavia, il patto non darà la cosa più importante e cioè l'autorevolezza alle Forze dell'Ordine che continuamente vengono vilipese ed intimidite da una classe politica incapace di risolvere il problema sicurezza per paura di fare leggi che proteggano di più tutti gli Abele d'Italia. Sappiamo bene infatti che in questo Paese si pensa solo ai diritti dei Caino di turno.

In un'intervista rilasciata al quotidiano "La Stampa" di Torino, il Ministro degli Interni Giuliano Amato ha peraltro dichiarato che è stato un "tragico errore della Sinistra avere ritenuto che il problema della sicurezza riguardasse solo i ricchi".

Ora capiamo il perché della nostra situazione e ci poniamo una domanda: dov'era la Sinistra in questi ultimi 15 anni? I suoi esponenti non hanno mai letto un giornale, non hanno mai visto un telegiornale, non hanno mai ascoltato le lamentele dei cittadini? È più verosimile che non abbiano voluto vedere e sentire. E, consentitecelo, le lacrime di coccodrillo fanno solo aumentare la rabbia.

Verba volant, scripta manent. Questo antico proverbio romano insinua la prudenza nello scrivere, perché, se le parole facilmente si dimenticano, gli scritti possono sempre formare documenti incontrovertibili. Le moderne tecnologie fanno sì che oggigiorno anche le parole rimangano a testimonianza dei fatti. Rendiamo quindi disponibile, tra gli altri documenti nel box sottostante dedicato agli approfondimenti, un'intervista al Vice Ministro dell'Interno Marco Minniti in cui viene presentato il Patto per "Torino sicura" e descritti chiaramente gli impegni sottoscritti. Il futuro ci dirà se erano le solite chiacchiere.


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