Il Governo Berlusconi ha deciso di impiegare duemilacinquecento militari in pattuglie miste con poliziotti e carabinieri a presidio delle nostre città. È la prima volta che un contingente delle Forze Armate viene direttamente messo a disposizione dei Prefetti in tutto il Paese e le reazioni politiche non si sono fatte attendere.
A Torino il Sindaco Sergio Chiamparino e i Presidenti delle dieci Circoscrizioni si sono schierati con inusuale compattezza contro il provvedimento, liquidandolo come un’operazione di facciata dal sapore propagandistico e demagogico.
Leggendo l'articolo dal titolo "Addio alle armi", comparso a pagina 60 de "La Stampa" del 15 giugno, potrebbe sembrare che il C.C.S.T. sia concorde con le autorità politiche cittadine nel criticare il provvedimento e nel non volere militari a pattugliare il territorio cittadino. Apparentemente, perché la sostanza delle posizioni è ben diversa.
Il Sindaco e i Presidenti delle Circoscrizioni ritengono infatti che non vi sia alcun bisogno di impegnare le Forze Armate sotto la Mole in quanto "non vi sono particolari problemi" e "tutto è sotto controllo". Per noi, che viviamo la città nelle strade e non nei paludati palazzi del potere, la situazione è invece ben diversa ed è tutt'altro che sotto controllo. Ancora troppe zone della città sono off limits per i cittadini e, loro malgrado, anche per le Forze dell'Ordine. In molte situazioni non ci scappa il morto per una questione di pura e semplice fortuna.
Eppure le Forze dell'Ordine, grazie alla indiscutibile professionalità di gran parte degli uomini che vi prestano servizio, sarebbero più che in grado di ristabilire l'ordine e l'autorità dello Stato. A patto di avere ordini precisi e piena disponibilità di mezzi da parte del potere esecutivo e tutela e supporto da parte del potere giudiziario.
Troppo spesso manca la volontà politica nel supportare adeguatamente le Forze dell'Ordine nella loro lotta quotidiana contro la delinquenza fornendo uomini e mezzi. Troppo spesso i politici bloccano o rendono inutili quelle leggi che dovrebbero dare risposte concrete alle richieste di maggiore sicurezza avanzate dai cittadini. Troppo spesso i magistrati usano l'ideologia come metro di giudizio nell'interpretare le leggi e scarcerano con inopinata leggerezza troppi delinquenti. Ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti, ogni giorno e in tutte le città italiane.
Le nostre uniche perplessità sull'impiego dei militari nascono da queste constatazioni. Crediamo che il semplice dispiegamento di nuove divise sul territorio sia certamente un fatto positivo, ma non risolutivo. Quello che finora è mancato non sono state le divise, ma una precisa volontà politica ad utilizzarle per ristabilire l'ordine e l'autorità dello Stato. Se anche stavolta non si troverà questa volontà, temiamo che le aspettative dei cittadini possano una volta di più infrangersi al contatto con la dura realtà delle strade.


















