C.C.S.T. - Coordinamento Comitati Spontanei Torinesi

    

Potenziare i Centri di permanenza temporanea


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Recentemente a Torino si respira un clima polemico riguardo alla sorte del Centro di permanenza temporanea (CPT) di corso Brunelleschi, accusato di essere un lager, o peggio, un canile. Diversi esponenti della cosiddetta "società civile" ne hanno chiesto l'immediata chiusura.

Il C.C.S.T. - Coordinamento Comitati Spontanei Torinesi non vuole certamente che qualcuno patisca ingiustamente una restrizione in luoghi non degni di un paese civile. Pensiamo che vi sia la precisa esigenza di ripensare il Centro di permanenza temporanea in Piemonte, trasferendolo dall’attuale sede di corso Brunelleschi ad un luogo idoneo (sicuro, rispettoso della dignità umana di coloro che dovranno soggiornarvi e non in prossimità di abitazioni civili e scuole).

Dobbiamo tuttavia ricordare che il Centro di permanenza temporanea non è da considerarsi un albergo, ma un luogo ove trattenere persone che non vogliono né declinare le proprie generalità né il luogo di provenienza e che, proprio per questo, sono persone che si sospetta possano avere qualcosa da nascondere.

Anche molti nostri concittadini bisognosi vorrebbero ricevere la stessa attenzione e solidarietà che l'associazione Medici Senza Frontiere ha riservato agli "inquilini" del Centro di permanenza temporanea della nostra regione. Concordiamo infatti che tutti gli esseri umani, compresi gli sfortunati abitanti dei quartieri di Porta Palazzo, San Salvario, Borgo Dora, Borgata Aurora, Barriera di Milano, Regio Parco, Santa Rita e San Donato, abbiano il sacrosanto diritto di non vivere segregati in casa con le sbarre alle finestre, come reclusi, a causa di una città resa insicura anche per colpa dei fenomeni legati alla clandestinità.

Perchè nessuno si preoccupa di salvaguardare la dignità di esseri umani di questi cittadini a cui è preclusa la possibilità di svolgere una vita sociale normale (i parenti e gli amici evitano per paura le visite nelle ore serali e, in alcune ore del giorno, le loro mogli e figlie che si azzardano ad uscire non accompagnate sono oggetto di molestie verbali che, talvolta, sfociano anche in vere e proprie aggressioni fisiche)?

Vogliamo che le leggi vigenti vengano rispettate e che siano garantiti i diritti di tutti: quelli della maggioranza degli immigrati onesti che lavorano nella nostra bella Italia, ma anche e soprattutto quelli dei cittadini italiani. Non chiediamo quindi la chiusura dei Centri di permanenza temporanea. Piuttosto vogliamo un loro deciso ed immediato potenziamento: quelli che per alcuni benpensanti sono lager, costituiscono per noi uno strumento indispensabile in mano alle forze dell’ordine per aiutare le città a ritornare più sicure. Non vi è sviluppo sociale, economico, culturale e soprattutto integrazione senza sicurezza.


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