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Tossic Park, la grande vittoria di Pirro


Con toni trionfalistici si legge nei giornali che finalmente il Tossic Park è stato liberato dal degrado. Tossici e spacciatori sono stati definitivamente sconfitti dai temerari tutori dell'ordine sostenuti dalle Forze Armate, dopo una dura ed estenuante battaglia di civiltà. Si può finalmente completare l’opera di bonifica restituendo, con toni trionfalistici, il parco alla cittadinanza per poi trasformarlo in uno sciccosissimo campo da golf. Finalmente si possono distribuire interviste sbandierando la definitiva vittoria. Finalmente si sale sull’altare del trionfo ricoprendosi il capo con l’alloro, simbolo della grande e definitiva vittoria.

Bottino della battaglia? Decine di migliaia di siringhe e fazzoletti pieni di sangue. Centinaia di tossici e decine di spacciatori che, in preda al panico, in frettolosa disfatta, atterriti dalla forza del nemico, se la danno a gambe elevate. Gli eroi di oggi festeggiano e primeggiano tra le pagine dei giornali e nei programmi televisivi. I grandi eroi del Tossic Park, i guerrieri trionfatori, i grandi sostenitori del trionfo della legalità possono esporre la coda da pavone roteante, bella e luccicante.

Ciò che stupisce è la mancanza di memoria del passato. Stupisce l’attribuirsi i meriti e cancellare i demeriti. Stupisce il parlare di trionfi per aver liberato un’area, fingendo di non sapere che è solo una vittoria di Pirro. Il Tossic Park non appartiene al neolitico ma alle gestioni amministrative e istituzionali di questi ultimi anni. Alle gestioni dei Prefetti e dei Questori che si sono succeduti. Appartiene ad un passato inglorioso dove un rappresentante dello stato è sceso, in un momento di gran tensione tra residenti e la "noblesse" che frequentava il parco, a compromessi, è ovvio, solo per evitare ulteriori problemi all’ordine pubblico.

Come al solito, all'italiana, si sono “evitati ulteriori problemi” dimenticandosi che quello non era un piccolo problema per i cittadini residenti nell’area e per tutti quei cittadini costretti a condividere i mezzi pubblici con la schiera dei tossici e degli spacciatori gratuitamente trasportati e privi di regole e di rispetto. Nella logica di evitare i problemi si è lasciato fare. I cittadini onesti, che con il loro sudore pagano gli stipendi di chi lascia fare e le cure di chi si droga, sono stati abbandonati per anni e la loro protesta si è scontrata con la sordità delle Istituzioni finché non si è più potuto ignorare la situazione di degrado.

Perché tanta gloria oggi e non ieri? Perché tanta enfasi per il grande trionfo quando si è permesso di costruire il degrado e lo si è potenziato con l’assenza delle Istituzioni? Chi è salito sul carro della vittoria è lo stesso che ieri ha fatto sì che il Tossic Park nascesse e si imponesse sulla scena non solo torinese ma nazionale. Il Tossic Park, per il resto d’Italia, si è imposto come il simbolo di Torino, cancellando la stessa fama della Mole Antonelliana,. Il Tossic Park, nuovo simbolo di Torino, immagine di grave degrado. Ora il Tossic Park è definitivamente defunto. Forse!

La vittoria non sta nella potenza delle Istituzioni, ma banalmente nell’impossibilità per lo spacciatore di sentirsi libero di esercitare i suoi affari. Non si è consumata nessuna vittoria delle Istituzioni, si è solo spostato il centro degli affari dei criminali. Si è liberato un parco, si sono riempite vie e piazze già note per lo spaccio e per la presenza dei tossicodipendenti e se ne sono aggiunte delle altre che emergono come nuovi centri di degrado.

C’è poco da lodarsi! Con tutto questo gran fare, le nostre lodevoli Istituzioni cittadine hanno debellato il problema? Hanno veramente trionfato sulla tossicodipendenza? No, nessuna vittoria. I tossicodipendenti, come un qualsiasi esercito in rotta, si è disperso tra le vie, i parchi, le piazze di questa martoriata città. In modo scomposto e privi di una meta fissa vagano come zombi, a gruppi, pronti a ricostituire il loro esercito da qualche altra parte. Vagano con le loro siringhe in tasca, spesso orgogliosamente esposte sulle orecchie. Si ritrovano presso le fontane pubbliche, dove lavano le loro siringhe. Vagano nei mercati, dove è più facile perdersi tra la folla. Vagano con i loro telefonini, sui quali ricevono indicazioni su dove rifornirsi. Vagano sui tram, e con il loro vagare gratuito incontrano i pusher. Si bucano dappertutto, dove capita, il primo posto dove ci si trova. Non importa se ci sono bambini che alla vista della siringa tremano per paura e la loro notte si riempie di incubi. Non importa se ci sono anziani che con il loro passo lento sperano di non incappare in brutte esperienze. Non importa se ci sono le donne che accelerano il passo fingendo di non vedere. Non importa se ci sono mamme che in modo triste guardano avanti intravedendo con preoccupazione un non facile futuro per i loro figli. Che importa! I bisogni sono bisogni e si soddisfano subito. I diritti sono diritti. La legge consente l’uso della droga. L’incuria delle Istituzioni confermano una legge non scritta, quella del bucarsi dove fa più comodo.

Questa contraddizione, sommata al lasciar fare delle Istituzioni, impone come normalità “il buco” del tossicodipendente. Questa mancanza di tutela espone il cittadino ad un comportamento di arroganza espresso con gran normalità dal tossicodipendente. Quel povero tossicodipendente considerato capace di intendere e di volere quando si affaccia ai diritti e considerato malato se richiamato alle responsabilità di una convivenza civile. Contraddizione sociale che acuisce le tensioni, favorisce il dilagare del malcostume, non fa da argine alla crescita della tossicodipendenza.

Allora, quale vittoria miei cari signori! Al Tossic Park non ci sono né vinti né vincitori, è stata solo una schermaglia. Le Istituzioni non hanno vinto, anzi esse ne usciranno sconfitte perché annasperanno nel pantano del labirinto costruito dai tossicodipendenti con il problema della droga. Il vero problema è la tossicodipendenza. I veri problemi si affrontano quando hanno un nome. I tossicodipendenti e gli spacciatori sono solo piccole pedine, vittime esse stesse di un impero economico che miete le sue vittime per potersi arricchire.

Cari signori c’è poco da lodarsi, c’è poco da incoronarsi, il Tossic Park è la grande vittoria di Pirro. Né noi residenti di Porta Palazzo, né tanti altri cittadini ove l’orda si è abbattuta possono dirvi grazie per i vostri sbandierati trionfi. Guardate avanti, trovate altre strade e aggiungetele a quella intrapresa: può essere un primo passo. Il secondo è togliere i tossicodipendenti dalla strada, senza dimenticarsi che il vero problema è il modo con cui è stato gestito a livello nazionale e locale il fenomeno stesso della tossicodipendenza.


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