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Trasformare i rifiuti da costo a ricchezza con THOR


269_thorSiamo alle solite: il problema dei rifiuti sovrasta nuovamente Napoli (ma non solo). In tema di rifiuti non sono però solo i napoletani ad essere messi male. Negli ultimi trent'anni abbiamo assistito ad una crescente e smisurata produzione di rifiuti indice di una società sempre più orientata verso i consumi e verso la modalità “usa e getta” degli articoli di uso quotidiano. La gestione dei rifiuti è diventata un problema tangibile ovunque ed i costi che i cittadini sostengono per il loro smaltimento sono sempre maggiori. Il conferimento dei rifiuti è un costo ed i comuni, periodicamente, procedono ad un ritocco della tassa a carico dei contribuenti. Torino non fa purtroppo eccezione.

Quanto sia oneroso e problematico il trattamento dei rifiuti lo dimostra la “tragedia” della Campania. Ma i rifiuti solidi urbani possono rappresentare anche una risorsa. Un ascoltatore della nostra trasmissione radiofonica del lunedì su Radio Italia 1, il sig. Gianni Chiampi, ci segnala che un sistema che va in questa direzione esiste, si chiama THOR ed è stato sviluppato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche insieme alla società ASSING S.p.A. di Roma.

THOR non è la figura mitologica dei Vikinghi, noto come il terribile dio del tuono, ma l'acronimo di un sistema snello e rivoluzionario che permette di recuperare e raffinare tutti i rifiuti e trasformarli in materiali da riutilizzare e in combustibile dall'elevato potere calorico, senza passare per i cassonetti separati della raccolta differenziata. Un passo oltre la raccolta differenziata e il semplice incenerimento, con cui i rifiuti diventano una risorsa e che comporta un costo decisamente inferiore a quello di un inceneritore.

THOR (acronimo di Total HOuse-waste Recycling ovvero riciclaggio completo dei rifiuti domestici) è una tecnologia ideata e sviluppata interamente in Italia dalla ricerca congiunta pubblica e privata, che si basa su un processo di raffinazione meccanica (meccano-raffinazione) dei materiali di scarto, i quali vengono trattati in modo da separare tutte le componenti utili dalle sostanze dannose o inservibili. Come un “mulino” di nuova generazione, l'impianto THOR riduce i rifiuti a dimensioni microscopiche, inferiori a dieci millesimi di millimetro. Il risultato dell'intero processo è una materia omogenea, purificata dalle parti dannose e dal contenuto calorifico, utilizzabile come combustibile e paragonabile ad un carbone di buona qualità.

«Un combustibile utilizzabile con qualunque tipo di sistema termico», aggiunge Paolo Plescia, ricercatore dell'Ismn-Cnr e inventore di THOR, «compresi i motori funzionanti a biodiesel, le caldaie a vapore, i sistemi di riscaldamento centralizzati e gli impianti di termovalorizzazione delle biomasse. Infatti, le caratteristiche chimiche del prodotto che viene generato dalla raffinazione meccanica dei rifiuti solidi urbani, una volta eliminate le componenti inquinanti sono del tutto analoghe a quelle delle biomasse, ma rispetto a queste sono povere in zolfo ed esenti da idrocarburi policiclici». È possibile utilizzare il prodotto sia come combustibile solido o pellettizzato oppure produrre bio-olio per motori diesel attraverso la pirolisi. L'impianto è completamente autonomo: consuma infatti parte dell'energia che produce e il resto lo cede all'esterno.

Il primo impianto THOR, attualmente in funzione in Sicilia, riesce a trattare fino a otto tonnellate l'ora e non ha bisogno di un'area di stoccaggio in attesa del trattamento; è completamente meccanico, non termico e quindi non è necessario tenerlo sempre in funzione, anzi può essere acceso solo quando serve, limitando o eliminando così lo stoccaggio dei rifiuti e i conseguenti odori.

THOR è stato progettato anche come impianto mobile e può essere montato su camion o su navi, utile per contrastare le emergenze e in tutte le situazioni dove è necessario trattare i rifiuti velocemente, senza scorie, senza impegnare spazi di grandi dimensioni e con un costo contenuto: un impianto da 4 tonnellate/ora occupa un massimo di 300 metri quadrati e ha un costo medio di 2 milioni di euro.

«Un impianto di meccano-raffinazione di taglia medio-piccola da 20mila tonnellate di rifiuti l'anno presenta costi di circa 40 euro per tonnellata di materiale», spiega Paolo Plescia. «Per una identica quantità, una discarica ne richiederebbe almeno 100 e un inceneritore 250 euro. A questi costi vanno aggiunti quelli di gestione, e in particolare le spese legate allo smaltimento delle scorie e ceneri per gli inceneritori, o della gestione degli odori e dei gas delle discariche, entrambi inesistenti nel THOR. Quanto al calore, i rifiuti che contengono cascami di carta producono 2.500 chilocalorie per chilo, mentre dopo la raffinazione meccanica superano le 5.300 chilocalorie».

Un esempio concreto delle sue possibilità? «Un'area urbana di 5.000 abitanti produce circa 50 tonnellate al giorno di rifiuti solidi», informa il ricercatore. «Con queste THOR permette di ricavare una media giornaliera di 30 tonnellate di combustibile, 3 tonnellate di vetro, 2 tonnellate tra metalli ferrosi e non ferrosi e 1 tonnellata di inerti, nei quali è compresa anche la frazione ricca di cloro dei rifiuti, che viene separata per non inquinare il combustibile». Il resto dei rifiuti è acqua, che viene espulsa sotto forma di vapore durante il processo di micronizzazione. Il prodotto che esce da THOR è sterilizzato perché le pressioni che si generano nel mulino, dalle 8.000 alle 15.000 atmosfere, determinano la completa distruzione delle flore batteriche, e, inoltre, non produce odori da fermentazione: resta inerte dal punto di vista biologico, ma combustibile».

THOR, frutto dell'indiscusso genio italiano, potrebbe risolvere definitivamente il problema dei rifiuti solido urbani del nostro Paese. Bisognerebbe parlarne e se ne parla ancora troppo poco. Il sistema è conosciuto fin dal 2008, ma i grandi media si son ben guardati dal parlarne, forse perché ancora in fase di sperimentazione o forse perché è una di quelle notizie che fanno tremare i polsi e le tasche dei magnati degli inceneritori, chiamati impropriamente termovalorizzatori. Ed intanto a Torino si continuano a costruire costosi termovalorizzatori e ad aumentare la tariffa per la raccolta rifiuti. Qualcuno dovrebbe spiegarci il perché.



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