C.C.S.T. - Coordinamento Comitati Spontanei Torinesi

    

Uno dei tanti santuari del malaffare torinese


Forse non tutti i torinesi sanno che alcuni quartieri di Torino sono pattugliati (solo di giorno) da pattuglie miste formate da Alpini, Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Vigili Urbani. Queste pattuglie girando per i quartieri dovrebbero dissuadere i malintenzionati e ridare la percezione di sicurezza ai cittadini persa da anni.

Questo purtroppo non avviene perché all’apparire della pattuglia i “malintenzionati” si spostano rapidamente per poi ritornare ai propri posti di “lavoro” (sono spacciatori, ricettatori, scippatori, ecc.) con un sorriso sulle labbra di compiacimento e di sfida verso i cittadini che credevano, ingenuamente, che bastasse la presenza delle “divise” per ristabilire la legalità.

Secondo noi non basta mettere un agente sotto ogni casa senza dargli degli ordini precisi ed autorevolezza. Ci vuole la volontà politica di ristabilire la legalità. Ci vuole il coraggio di dare ordine alle pattuglie di recarsi nei luoghi di ritrovo abituali degli abusivi, ricettatori, spacciatori, ecc., per fare capire loro che lo Stato c’è, e non il contrario, cioè “consigliare” di girare alla larga da quei luoghi come avviene per il mercato abusivo domenicale a Porta Palazzo per non avere ulteriori problemi.

Forse il Sig. Prefetto, il Sig. Questore e il Capo dei Vigili non lo sanno ma ogni domenica, in barba a tutte le leggi dello Stato e agli ordinamenti comunali, sotto la tettoia detta “dei Contadini” a Porta Palazzo si svolge alla luce del sole il più grande mercato abusivo d’Europa. Una vergogna per gli operatori commerciali onesti che pagano le tasse e anche quelle comunali.

Detto questo, invito personalmente le sopracitate personalità a fare una passeggiata per Porta Palazzo una domenica a loro scelta. Stiano tranquilli, non saranno né minacciati né vilipesi da nessuno come lo sono stato io, perché lor signori essendo dei potenti sono provvisti anche di una scorta, mentre i cittadini comuni, amanti della legalità che vivono e lavorano nei quartieri a rischio hanno solo la possibilità di denunciare la situazione vera della propria zona (finché ci sarà la possibilità di farlo).


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