C.C.S.T. - Coordinamento Comitati Spontanei Torinesi

    

Verso la Terza Repubblica?


Al di là delle roboanti dichiarazioni dei leader dei due maggiori partiti che si stanno organizzando, PD e PdL, la concretezza e il pragmatismo che ci contraddistinguono ci fanno affermare che, come al solito, la politica nel suo complesso (Silvio Berlusconi è un capitolo a parte) non riesce a rinnovarsi con processi e discussioni endogene, ma solo per scossoni esogeni. È ormai un triste dato di fatto che i politici italiani non producono novità, le subiscono.

Era già accaduto durante il declino e la caduta della Prima Repubblica, finita non per una precisa volontà di rinnovamento dei politici, ma bensì per l'intervento di alcune Procure. La stessa storia si ripete anche oggi. La recente disaggregazione e successiva omogeneizzazione dei partiti presenti in Parlamento non deriva da una volontà politica. Il merito dell’accaduto è nuovamente ascrivibile alle mazzate della Magistratura che, a torto o a ragione, è intervenuta dando il via a una nuova stagione di cambiamento.

Il dato che ci interessa è che senza “Mani Pulite” non ci sarebbe stata la caduta della Prima Repubblica e la conseguente fine di una democrazia incompiuta dove i partiti decidevano, solo successivamente alla chiusura delle urne elettorali, con chi schierarsi e quale governo dare all'Italia. Quel “consociativismo” che tanto danno ha arrecato agli italiani.

Senza il lavoro di uno sconosciuto Procuratore Capo di Santa Maria Capua Vetere, un certo Dott. Maffei, oggi l’On. Mastella sarebbe ancora con Prodi e Di Pietro, Prodi con Pecoraro Scanio e Diliberto, Dini con Caruso e Vladimir Luxuria. Una mescolanza incomprensibile e i cui frutti avvelenati si sono potuti ben vedere durante i due anni del Governo Prodi.

Questa politica non sa rinnovarsi dall’interno e sa solo subire le novità, alle quali si adatta forzatamente. Perché? Forse perché la classe politica non è più composta da uomini con idee e coraggio, ma solo da mestieranti parrucconi che sanno ben difendere il loro “giardinetto”?

Crediamo che un discorso a parte debba essere fatto per Berlusconi, che è molto più vicino alla gente di quanto non si pensi. È un politico atipico, che sa essere vicino anche a quei cittadini lontani dalle sue posizioni politiche. Forse perché, nonostante tutto, rispecchia i canoni del loro leader ideale, un leader cioè fuori dagli schemi e con un trascorso da contribuente che non ha mai patteggiato con il Fisco.

Questi cittadini, che legittimamente si riconoscono negli ideali della Sinistra, riflettano sul fatto che i grandi nemici di Berlusconi non sono i politicanti di destra e di sinistra, ma quelle “eccellenze” che hanno fatto scrivere al direttore del “Corriere della Sera” Mieli: “Votate per chi volete, ma non per Berlusconi”. Tesi sposata subito anche da “Il Sole 24 ORE”, il quotidiano della Confindustria.

Perché tali prese di posizione? Crediamo che le conclusioni siano molto facili da trarre. Le “eccellenze”, o "poteri forti" che dir si voglia, sanno controllare o mettersi d’accordo con chiunque. Eccetto che con Berlusconi. Costui proprio non riescono a omologarlo e controllarlo, essendo in grado di sostenere qualsiasi attacco o condizionamento esterno (controlli della finanza, processi e delegittimazioni varie). Tuttavia Berlusconi, per cui  valgono quei valori che ai politici di professione sono estranei, è molto più vulnerabile sul piano umano. Per questo gli consigliamo di stare alla larga dai Mastella & C., a cui non deve nulla.


Condividi questo articolo
OKNOtizie! Segnalo! Upnews! Diggita! Fai Informazione! Notizie Flash! BlogNews! Digg! Reddit! Del.icio.us! Mixx! Google! Live! Facebook! Technorati! StumbleUpon! TwitThis
 
Ti trovi qui: Home Documenti Il punto di Carlo Verra Verso la Terza Repubblica?