Tutto ebbe inizio con l'arresto di tre operatori italiani attivi in Afghanistan per Emergency, accusati di complotto ai danni di un governatore locale. Prima ancora di sapere come stavano effettivamente le cose, i più attivi tra coloro che fanno parte del cosiddetto Popolo di Facebook (espressione orrenda che tanto piace ai giornalisti di serie C) hanno tolto le proprie fotine scattate al mare in una delle tante vacanze o davanti allo specchio con gli occhialoni avvolgenti. E le hanno sostituite con il logo di Emergency in mille e una variante: nature, con nastrino, con orgogliosa scritta di sostegno, addirittura mescolato ai simboli del Popolo Viola. Allora io ho inserito sulla mia bacheca un disegnino rielaborato del Signor Bonaventura che in luogo del Milione reggeva la E rossa, accompagnato da questo davvero poco riuscito omaggio a Sergio Tofano: «Chi ha il loghino con la E/tra i miei amici più non c'è/C'è chi va in Afghanistàn/mentre tu fai il sagrestàn/nella calda parrocchietta/con la mamma che t'aspetta/Del tuo impegno il solo sfogo/è di mettere quel logo/poi arrogante e un po' giulivo/parti per l'aperitivo/Ecco la tua sola cura/caro sor Bonaventura:/vieni qui, ti iscrivi ai gruppi/e di colpo tu t'intruppi/Tra quei tanti (sono a iosa!)/della carità pelosa/Non hai vinto alcun milione/ma di certo sei un...». È iniziato quindi uno stillicidio di commenti pubblici e mail private in cui mi si insultava in quanto cinico, insensibile verso chi «si fa il culo per aiutare una nazione dove tu non potresti nemmeno camminare per strada» e via dicendo. Eppure la mia poesiola non voleva essere cattiveria, ma semplice satira. La Sinistra ama la satira, no? L'ha fatta con meravigliosa crudeltà anche autocritica ai tempi del “Male” che aspettavo di leggere con ansia. Oggi tutto ciò è solo un ricordo e la satira si accetta solo se è rivolta ai nemici. Così, i vignettisti che presero in giro l'ictus di Bossi non erano cinici, ma satirici. Perché il bipolarismo in Italia si è risolto in una ripartizione delle cose. E le nostre sono più buone delle loro. Mangi un hamburger? Sei uno schifoso consumista di Destra che appoggia il capitalismo dei marchi. Mangi il lardo? Sei un raffinato buongustaio di Sinistra che ama lo slow food e sa prendersi il tempo per vivere con lentezza. Una volta dissi che esiste anche Medici Senza Frontiere. Mi sentii rispondere che non valevano niente perché erano filoamericani. Ma questo non è cinismo. È imbecillità. Vedersi riflessi nello specchio di Calibano dà sempre fastidio, lo so. Per questo hanno reagito ai miei squallidi versi. Perché si è portati a credere di essere l'orrore che ci mostrano. Ma proviamo a ragionare. Io non ho attaccato Emergency e «chi si fa il culo per aiutare» eccetera. Io ho lanciato un piccolo, sciocco strale contro l'esercito di quegli sprovveduti che sono sempre pronti ad attaccare nuove figurine nell'album delle Buone Intenzioni. La sciarpetta viola, i bambini palestinesi ed ebrei che si abbracciano, i loghi e nastrini a sostegno di questo o di quello. Capisco che non tutti possono lasciare la loro vita e partire per la Palestina o l'Afghanistan e che per molti è già qualcosa dare un piccolo segno di partecipazione. Ma si possono fare molte altre cose senza muoversi di casa. Il volontariato offre più di un'occasione, per esempio. Ma il vicino non va di moda. È il lontano che fa figo. Questi imbelli che mettono il logo e scappano a fare l'aperitivo non muovono un dito per il vicino. Hanno sempre l'atteggiamento disfattista e schifato verso quanto li circonda, il loro poco nobile motto è «Chi me lo fa fare?». Ecco il vero oggetto del mio vacuo vociare: simili escrementi vigliacchi e pavidi, più repellenti del più piccolo piccolo borghese che pensa solo alla pappatoria e al proprio tornaconto e crede di essersi messo la coscienza (laica) a posto con un loghino. C'è anche chi mi ha scritto però raccontando della vicina di casa che ha la E come avatar su Facebook , ma che un anno fa cacciò malamente l'unico barbone della sua cittadina bresciana, un tedesco quasi 70enne apparso in una sera d'inverno con un freddo da meno cinque (e poi accettato dal resto della comunità). Comprensibile: il barbone è reale e puzza, la solidarietà a Emergency è virtuale e non puzza. Inutile dire che mi sono cancellato da Facebook. Persone simili non le frequenterei mai nella vita reale. Perché dovrei farlo in quella virtuale?
Fonte
Tommaso Labranca, “Cinismo”, Film TV, XVIII, 17, 2 maggio 2010, 98


















