Qualche sufficienza stiracchiata, un malloppo di voti negativi e un giudizio complessivo poco lusinghiero. È questa la “pagella” data dai torinesi ai servizi pubblici (trasporti, rifiuti e pulizia, acqua, luce e gas). Una pagella che a scuola garantirebbe una sonora bocciatura, ma che per i nostri amministratori si trasforma come per magia in una bella promozione. C'è chi parla di «dati estremamente positivi», come il presidente dell'Agenzia per i servizi pubblici locali, Carlo Foppa, e chi – come il presidente del consiglio comunale Giuseppe Castronovo – parla addirittura di «risultati ottimi», sottolineando (da buon rifondarolo) «la qualità dei nostri lavoratori e dei nostri dirigenti».
Ma i nostri amministratori vivono a Torino? Utilizzano i mezzi pubblici per muoversi in città? Sono mai saliti a bordo di uno quei “dinosauri” arancioni che arrancano con vent'anni di anzianità sulle spalle? Si sono mai trovati imbottigliati nel traffico per colpa dei mille cantieri spesso aperti senza un criterio logico? Sono andati a fare qualche passeggiata lungo le strade della periferia? Sembra proprio di no, almeno ascoltando le loro dichiarazioni. I cittadini, infatti, bocciano bus e tram (voti positivi soltanto per la metropolitana), salvano per il rotto della cuffia il capitolo pulizia (un'appena sufficiente non garantisce la promozione) e sono stufi di pagare tariffe troppo care per i servizi che vengono erogati. Per i nostri amministratori, invece, va tutto bene. Chissà dove vivono.
E che cosa dire della ricerca di customer satisfaction preparata dall'Agenzia, guidata da un presidente nominato proprio dalle stesse persone che – guarda caso – hanno nelle mani il timone delle società partecipate? È il solito problema tutto italiano del “controllore-società controllate” che purtroppo spesso coincidono. Un po' come se fossero gli studenti a darsi i voti e a promuoversi. Così non va bene, è troppo facile.
Fonte
Filippo De Ferrari, “In che città vivono?”, Torino CronacaQui, 20 aprile 2010, 6


















