I comitati spontanei interrogano 1.200 persone sulla percezione della sicurezza al mercato. Il presidente Verra: «Che il prefetto e il Comune tengano conto di ciò che dice la gente»
I cittadini non si sentono sicuri a Porta Palazzo perchè non avvertono la presenza delle forze dell'ordine. In mille e duecento hanno risposto sabato mattina ai quesiti provocatori distribuiti tra il dedalo di bancarelle di piazza della Repubblica dal coordinamento comitati spontanei dei cittadini che poneva ai torinesi dieci domande. Ed è la risposta alla decima che fa notizia.
Si chiedeva ai clienti del mercato se erano soddisfatti della presenza delle forze dell'ordine in quella fetta di quartiere: «Quasi tutti hanno detto di essere scontenti» annuncia il presidente del Ccst, Carlo Verra mentre cerca di fare un riepilogo della situazione descritta dai cittadini. Per nulla sorpreso del risultato commenta: «È da tanto tempo che noi lo sosteniamo. Ma nessuno ci ha mai dato risposta. Tanto che il nostro volantino invitava le autorità competenti a battere un colpo per far capire che ci sono e che quest'area non è terra di nessuno». Poi Verra ricorda che sabato, «tanta gente arrivava a compilare il questionario con la borsa o la tasca dell'abito tagliata. Adesso mi auguro che prefetto, sindaco, carabinieri o polizia tengano conto di ciò che chiedono i torinesi e non». Ciò che ha colpito il presidente dei comitati spontanei è che tra la gente che si avvicinava per rispondere alla domande volute per testare la soddisfazione di clienti e residenti sulla vita a Porta Palazzo «molti erano gli stranieri».
Intanto ieri il Ccst ha sistemato alcune bancarelle con i propri volantini e materiale informativo davanti al Palafuksas. Proprio là dove in genere si sistemano gli abusivi. «Volevamo riappropriarci del territorio e dare un segnale contro l'illegalità che nessuno è ancora riuscito a impedire» prosegue Verra. A Porta Palazzo, davanti all'opera del grande architetto Fuksas c'è chi «vende dal pane alla droga, fino alle armi» prosegue Verra. Ma gli abusivi ieri non si sono fatti vedere. «C'era solo qualche anarchico che protestava ma le poche forze dell'ordine che sorvegliavano la manifestazione hanno scoraggiato eventuali attriti tra loro e noi». Il presidente Giuseppe Bellia è rimasto fino al pomeriggio. Oltre alle bancarelle, i Comitati hanno portato un po' di musica. «Sappiamo che non abbiamo vinto la guerra – conclude Verra – ma non ci stanchiamo di ripetere che le istituzioni devono essere più presenti, solo così piazza della Repubblica sarà libera e i cittadini non dovranno più avere paura di venire a fare la spesa o di vivere nel quartiere».
Fonte
Stefania Aoi, “«A Porta Palazzo poche le divise, i cittadini chiedono più controlli»”, E Polis Torino, 12 ottobre 2009, 16


















