Comitati e Radicali rilanciano per la creazione delle stanze del buco. An: «Né ora né mai»
I comitati e i radicali rilanciano: il Comune dia il via libera alle narcosale per affrontare seriamente il problema della tossicodipendenza in città. An, invece, frena. «No alle stanze del buco – dicono l'onorevole Ghiglia e il capogruppo in Comune Ravello –. Non sono la soluzione per risolvere il problema delle tossicodipendenze né quello dello spaccio. La proposta è irresponsabile. Comprendiamo la disperazione dei torinesi, ma bisogna far prevalere il buon senso».
Il dibattito sull'apertura delle narcosale a Torino è tornato alla ribalta dopo la risposta dell'assessore Borgione alla petizione presentata al sindaco dal presidente dei comitati, Carlo Verra, e da Domenico Massano (associazione radicale Aglietta). Borgione ha ribadito che la proposta di aprire le stanze del buco è stata bocciata lo scorso gennaio dal consiglio comunale, e ha citato una serie di “tavoli” e di iniziative con cui il Comune sta cercando di affrontare il problema della tossicodipendenza. «Sono iniziative scollegate tra loro – ha detto Domenico Massano –, che richiedono un organismo di coordinamento».
Proprio da qui nasce la richiesta di riattivare l'agenzia comunale delle tossicodipendenze. «Un organismo – ha sottolineato Massano – che non viene convocato da anni e di cui molti torinesi non conoscono nemmeno l'esistenza. La sua attivazione sarebbe invece un buon punto di partenza per affrontare seriamente il problema». Chiaro anche il punto di vista dei comitati, che mettono al primo posto la tutela della sicurezza dei cittadini. «Siamo favorevoli all'apertura delle narcosale a Torino – ha detto Carlo Verra, presidente del coordinamento dei comitati spontanei –. Infatti, in tutti i paesi in cui sono state aperte le stanze del buco si è registrata una diminuzione del consumo di droga e della criminalità ad essa correlata».
Un via libera alle stanze del buco, quello dei comitati, vincolato ad una dura repressione nei confronti di chi si droga in luoghi pubblici. «La nostra priorità rimane la tutela dei cittadini – ha sottolineato Verra –. A chi verrà colto in flagrante, dovrà essere applicato il trattamento sanitario obbligatorio. Solo così le narcosale hanno un senso».
Fonte
Andrea Magri, “Agenzia comunale per le narcosale”, Torino CronacaQui, 14 gennaio 2009, 8


















