Dopo 90 anni, chiude la sua azienda di fiori finti: «Colpa del degrado»
Dopo più di novant'anni di onorata attività in galleria Umberto I, il negozio di fiori artificiali di Carlo Verra ha abbassato per l'ultima volta la serranda. «Sono solo l'ultima vittima di Porta Palazzo, il mio negozio era aperto da più di novant'anni. Anzi, ne avrebbe compiuti novantuno, quest'anno».
Non la crisi economica, «ne abbiamo viste di peggiori», ma la mancanza di sicurezza, gli insulti degli anarchici diventati minacce, «i volantini con la mia faccia sui muri della piazza», hanno portato il presidente del Coordinamento comitati spontanei torinesi a prendere la decisione di chiudere la bottega di famiglia.
«Dal 1919 di congiunture economiche sfavorevoli ne abbiamo vissute a bizzeffe, ma è colpa di chi si è lasciato sfuggire il quartiere di mano quanto sta accadendo ai commercianti, italiani e stranieri, non della crisi – spiega Verra –. Quella di Porta Palazzo è una malattia. Sia chiaro che, se verrà curata in modo adeguato, tornerò ad investire proprio qui. Non getto certo la spugna, in questo senso e nella lotta quotidiana contro quanto sta accadendo nel nostro quartiere. Insomma, il mio cuore resta qui».
Nato e cresciuto a Porta Pila, Verra si trova da tempo al centro delle attenzioni degli anarchici, «per il continuo impegno nella lotta al degrado e alla criminalità». Non certo per i fiori artificiali. «Se pensano che abbia chiuso perché ho paura di loro, si illudano pure come e quanto vogliono. Continuerò il mio impegno per il quartiere attraverso il Coordinamento comitati spontanei torinesi, la situazione di Porta Palazzo è molto grave».
L'ultima battaglia portata in tribunale con un esposto è per il ripristino della legalità e la chiusura definitiva del mercatino abusivo degli immigrati. Irregolari ieri, in via Cottolengo, fuori legge ancora oggi attorno al PalaFuksas. «Viva il mercato abusivo! Verra s..a!» avevano scritto gli anarchici la settimana scorsa sui muri di piazza della Repubblica. «È solo l'ultimo episodio, l'anno scorso avevano stampato e diffuso la mia fotografia».
Fonte
Enrico Romanetto, “Anche Carlo Verra dice basta «Grazie a squatter e crimine»”, Torino CronacaQui, 2 marzo 2010, 15


















