La stretta di mano tra il presidente del Ccst, il coordinamento comitati spontanei di Torino, Carlo Verra e l'Imam Bouriki Bouchta suggella l'accordo. Insieme, i comitati spontanei e associazioni di immigrati lotteranno per combattere la criminalità diffusa di Porta Palazzo.
Ieri pomeriggio l'intesa. Suggellata dalla stretta di mano e dal documento sottoscritto da tutte le associazioni che partecipano all'iniziativa. Il linguaggio è comune: «Insieme si può vincere questa battaglia».
Base di partenza un documento articolato in nove punti nei quali vengono sottolineate tutte le emergenze di questa fetta di città. Cinque pagine nelle quali vengono messi in evidenza i punti maggiormente critici del quartiere: le aree di spaccio, di abusivismo commerciale, i luoghi di ritrovo e frequentazione abituale di borseggiatori e scippatori. Una fotografia particolareggiata che adesso verrà consegnata al Ministro dell'Interno Scajola e a tutte le autorità cittadine. «Perchè – dicono – soltanto se uniti si vince una battaglia comune...».
Eppure, nonostante quest'atmosfera di collaborazione c'è chi non è d'accordo. Franco Trad, commerciante italo-libanese, membro del coordinamento Ascom per Porta Palazzo è critico: «Qui si fanno solo parole. Leggi e proclami non servono, l'educazione non la insegna la legge. Bisogna parlare, spiegare a chi delinque che così non va se vogliono integrarsi nel tessuto sociale».
Estremamente critica lo è anche Tiziana Blengino che si definisce: «Vicina alle posizioni di Carlo Verra». «Secondo me – spiega – gli stranieri non si metteranno gli uni contro gli altri. Su questa operazione io ho dubbi enormi, grossissimi. E sono sfiduciata».
Fonte
“Comitati-immigrati, firmata l'intesa contro la criminalità”, La Stampa - Ed. Torino, 18 maggio 2002, 37


















