Carlo Verra elenca le richieste dei residenti: «Telecamere di sicurezza e più controlli»
A mettere fine alla polemica sull'apertura di un centro religioso islamico in via Urbino potrebbe essere il Coordinamento comitati spontanei torinesi, con un “patto sociale” sottoscritto insieme a Comune e Prefettura. Un accordo che impegnerebbe le parti a riconoscere «garanzie di vivibilità, sicurezza e decoro a tutti coloro che risiedono nella via e nelle vie limitrofe», necessarie a «mantenere il giusto equilibrio tra residenti e cittadini di fede musulmana», «ferma restando ogni doverosa adozione delle misure di sicurezza».
Il documento è stato presentato da Carlo Verra e dall'avvocato Angelo Maria Cignatta durante un acceso dibattito sulla moschea di Borgo Aurora tenuto al Sermig lo scorso venerdì, alla presenza dell'assessore all'Integrazione, Ilda Curti, e i consiglieri di opposizione Andrea Tronzano, Pdl, e Mario Carossa, Lega Nord, oltre a rappresentanti della Coreis e della nuova moschea. Veementi le proteste dei residenti, fermo l'impegno del Comune a proseguire sulla strada del confronto. «Sono pronta a tornare ogni sera, tutte le settimane e i mesi a venire, per discutere delle vostre preoccupazioni. È lecito che le abbiate, ma anche che teniate conto del contesto in cui nasce questo centro di culto. Tutto alla luce del sole, trasparente e regolare» ha spiegato Ilda Curti, incassando contestazioni senza colpo ferire e dimostrando, a fine serata, la ferma intenzione di proseguire la discussione con il Coordinamento di Verra e proporre al Comune la firma del patto con i cittadini.
L'impegno che Palazzo Civico e la Prefettura dovrebbero prendersi è diviso in due punti. «Dotare la zona di telecamere che garantiscano vivibilità e sicurezza» e «intensificare i passaggi e i controlli, sia a piedi che con le autopattuglie di servizio, al fine di evitare, nei giorni di preghiera, intralci alla circolazione stradale e parcheggi abusivi, nonché prevenire e reprimere qualsiasi forma di commercio ambulante abusivo». Secondo Carlo Verra, il miglior modo per difendere i diritti dei cittadini, lasciando fuori la discussione politica, è proprio il patto con le istituzioni. «Il diritto al pluralismo religioso non è in discussione. Se l'accordo sarà firmato e non verrà rispettato, allora, denunceremo chi non manterrà fede alle proprie promesse».
Fonte
Enrico Romanetto, “Comune e Comitati, patto per la moschea. «Vogliamo garanzie»”, Torino CronacaQui, 1 giugno 2010, 14


















