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Da Tossic Park una class action contro i pusher


La mobilitazione dei comitati spontanei. Coinvolti anche San Salvario e Lucento

Class-action dei cittadini dell'area di Tossic Park e San Salvario contro i pusher. Non solo: si stanno mobilitando anche i responsabili di corso Principe Oddone, Lucento, Barriera di Milano e altri ancora. Ieri l'avvocato Angelo Maria Cignatta, per conto dei comitati spontanei dei quartieri più segnati dagli spacciatori, ha presentato un esposto-denuncia alla procura della Repubblica.

L'obbiettivo è semplice: costituirsi parte civile contro gli spacciatori che hanno trasformato alcuni quartieri e strade torinesi in un iper-market di ogni genere di stupefacenti. Spiega il presidente dei Comitati, Carlo Verra: «Se il tribunale riterrà legittima l'azione legale, entreremo a pieno titolo nel processo, come parte lesa». In teoria, il racket viene ritenuto responsabile, direttamente, del degrado di una lunga serie di aree metropolitane. A partire dal Parco Stura dove i residenti della zona sono stati per anni espropriati delle aree verdi, costretti a convivere con la micro-criminalità. Poi: le case che hanno perso valore e l'intera rete commerciale pesantemente danneggiata. Infine il degrado, in primis a San Salvario, dove la gente, sino a poco tempo fa, era costretta a farsi largo, per rientrare a casa, tra gli spacciatori africani che avevano colonizzato strade e piazze.

Così si conclude il documento: «...Più volte è stata denunciata alle istituzioni la situazioni di degrado ambientale e sociale in cui in cui versa il quartiere. In seguito alla recente operazione condotta dalla Procura della Repubblica di Torino, sono stati effettuati arresti e le indagini sono, tutt'ora, in corso. Tanto premesso, i Comitati, in persona del suo presidente pro tempore Carlo Verra, chiede al Procuratore della Repubblica che voglia ammettere al giudizio che ne seguirà contro gli indagati autorizzando la sua costituzione di parte civile». Due le operazioni più importanti, sempre coordinate dal pm Andrea Padalino e portate a termine con successo dai carabinieri. La prima a San Salvario (presidente Mario Rossi), la seconda a Tossic Park. Decine i pusher africani arrestati. I risultati, anche grazie al successivo presidio degli alpini, in collaborazione con polizia e carabinieri, sono stati positivi. Oggi Tossic Park non esiste più, completamente svuotato da tossici e venditori di white. Che si sono dispersi in altri quartieri.

Verra, nella costituzione di parte civile, ci crede: «È la prima volta che accade in Italia. Aspettiamo con fiducia che il Tribunale si pronunci in merito. Ma il passo di oggi ha un forte valore simbolico». E Bernardo Moscariello, uno dei leader della contestazione di corso Giulio Cesare: «È un'iniziativa rivoluzionaria, che restituisce ai cittadini un ruolo attivo. Abbiamo subito per anni l'occupazione degli spacciatori africani, che agivano indisturbati e, in qualche modo, favoriti dalla mancanza di iniziative di contrasto da parte delle istituzioni. Quantificare i danni subiti da Parco Stura e dal quartiere sarà difficile ma sono senz'altro molto ingenti. E ci vorranno anni per allontanare lo spettro di Tossic Park».

Fonte

Massimo Numa, “Da Tossic Park una class action contro i pusher”, La Stampa - Ed. Torino, 10 settembre 2008, 55



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