Le penne nere pattugliano il quadrilatero tra via Cecchi e corso Regina
Tossic Park, San Salvario, Porta Palazzo, Madonna di Campagna e, da circa un mese, Borgo Aurora. L'ultimo angolo di città inserito tra gli obiettivi dell’operazione “Strade sicure” è il quadrilatero tra via Cecchi, corso Principe Oddone, via Cigna e corso Regina Margherita. Uno dei più problematici e tra i primi a vedere impiegati anche i veterani dell’Afghanistan del terzo reggimento alpini di Pinerolo di cui è stato ratificato l'impiego nel controllo del territorio, insieme alle forze dell'ordine e i commilitoni del 32esimo guastatori, dal tavolo per la sicurezza cittadino.
L'ipotesi di un impiego sull'asse di via Cecchi, avanzata in estate quando il ministero della Difesa ha deciso di destinare a Torino il contingente di rinforzo, da qualche settimana comincia a raccogliere numerosi successi specie come deterrente per i fenomeni di microcriminalità, come testimoniano carabinieri e poliziotti impegnati nelle pattuglie interforze che presidiano il quartiere giorno e notte.
«Finalmente qualcuno ha pensato anche ad Aurora, sicuramente è una cosa positiva l'impiego dei militari anche qui» commenta Gabriele Marcelli, portavoce per il borgo del Coordinamento comitati spontanei torinesi, tra i più accesi sostenitori della necessità di impiegare i militari insieme alle forze dell'ordine per debellare lo spaccio, vera e propria piaga del quartiere.
Nei mesi precedenti all'arrivo dell'esercito, infatti, si potevano contare agli angoli delle strade, nell'isolato ora “attenzionato”, almeno una ventina di pusher e sentinelle operativi ogni sera a partire dall'ora di cena. E proprio attorno al mercato della droga ruotano anche i più recenti fatti di cronaca. A dominarne l'elenco, tornando non più indietro della scorsa primavera, la morte del vicebrigadiere dei carabinieri Marino Ferraro, travolto da un treno mentre inseguiva un pusher lungo la massicciata ferroviaria di corso Principe Oddone. Poi, ancora morte. Quella di uno spacciatore che aveva abbandonato la strada, questa volta, con molta probabilità giustiziato dalla mafia nigeriana che controlla la vendita degli stupefacenti e, solo lo scorso novembre, ha subito un duro colpo con la retata dei carabinieri che ha visto in manette una decina di spacciatori.
Fonte
Enrico Romanetto, “Dopo Tossic Park e Porta Palazzo gli alpini arrivano a Borgo Aurora”, Torino CronacaQui, 8 gennaio 2010, 14
















