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I torinesi non si sentono al sicuro. ''Pochi controlli in tutte le zone''


Un sondaggio per raccontare come i residenti vedono i quartieri a rischio della città. Pulizia delle strade, scippi, immigrazione. Bocciate le istituzioni in quasi tutti gli ambiti

Poca sicurezza, scarsi controlli, bassa percezione della presenza delle istituzioni, carenza di pulizia e igiene. È un quadro sconfortante quello che emerge da un sondaggio proposto dal Coordinamento dei comitati spontanei torinesi (Ccst) ai residenti delle aree più problematiche della città. Porta Palazzo, Barriera di Milano, San Salvario e Vallette-Lucento-Madonna di Campagna sono stati i quartieri scelti fino ad ora dai promotori dell'iniziativa per raccogliere opinioni sulle condizioni di vita. Dalle quasi 7.000 domande complessivamente rivolte a 643 cittadini risulta una larghissima maggioranza di insoddisfatti. Con picchi che sfiorano il 100% dei critici su tematiche centrali come la delinquenza e il controllo del territorio.

Bocciato il controllo sulla sicurezza (furti, scippi, spaccio di droga) a Barriera di Milano, che il 96,4% degli intervistati, in totale 249 residenti, ha giudicato insufficiente. «Di certo la sicurezza è un problema del quartiere, ma non credo sia il principale – sottolinea Luigi Malaroda, presidente della circoscrizione 6 – l'aumento del costo della vita e l'assenza di lavoro sono mali maggiori. Anche noi abbiamo espresso il bisogno di una presenza più forte di polizia e carabinieri per dare maggiore serenità ai cittadini ma servirebbero risorse che le forze dell'ordine non hanno». Per il 93,58% degli intervistati manca anche il controllo sulla presenza di nomadi. «Anche questo è un problema reale – afferma Malaroda – ma non credo sia una soluzione fomentare le paure e l'emarginazione». La percentuale di pareri negativi a proposito della sicurezza scende all'82,4% per quanto riguarda Porta Palazzo dove con lo stesso indice c'è preoccupazione per il mercato abusivo domenicale.

A San Salvario la percentuale più alta riguarda coloro che giudicano insufficienti i controlli sugli affitti abusivi o illegali, 88%, seguita dalla voce pulizia e igiene, 87,4%. «Più che la poca sicurezza, c'è un senso di “estraneità”, colpisce la diversità delle persone che sostano agli angoli delle strade – spiega don Piero Gallo, parroco della chiesa SS. Pietro e Paolo – anche se non è che ci siano più scippi qui che alla Crocetta. Capisco che uno dei problemi sia la poca igiene. Cassonetti strapieni, sporcizia in strada, tutto contribuisce a creare disordine». Elementi che abbassano la percezione della presenza delle istituzioni nella zona. «Quello degli affitti illegali, invece, è un problema che ne ha prodotti molti altri – conclude il parroco – il crollo dei prezzi degli immobili e il degrado degli edifici sono proprio dovuti all'affitto e al subaffitto in condizioni estreme».

Alle Vallette-Lucento-Madonna di Campagna il controllo sull'abusivismo commerciale è ritenuto buono dal 4,4% degli interpellati, sufficiente dal 24,8% e insufficiente dal 64,6%. I giudizi più negativi riguardano il controllo sulla massiccia presenza di nomadi ritenuto insufficiente dal 95,6% delle persone che hanno compilato i questionari del coordinamento dei comitati spontanei.

Fonte

Claudia Luise, “I torinesi non si sentono al sicuro. «Pochi controlli in tutte le zone»”, E Polis Torino, 4 novembre 2009, 18



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