Dopo lo Stura, altre centinaia di tonnellate di immondizia da raccogliere
Tonnellate di rifiuti, un'emergenza sanitaria da brividi e la necessità di una bonifica. È questo ciò che è emerso dal sopralluogo effettuato ieri mattina dalla quarta e sesta commissione del Comune di Torino nei campi rom di via Germagnano. Un'ispezione a cui hanno partecipato, tra gli altri, l'assessore alla Polizia Municipale Domenico Mangone, i presidenti delle circoscrizioni Cinque e Sei Bragantini e Agliano, il Nucleo Nomadi, l'Amiat e i volontari della Lega e dell'Enpa. La visita, durata un'ora e mezza, è cominciata dal campo regolare. Teoricamente trenta le famiglie presenti in altrettanti fabbricati, in pratica almeno quarantasei considerando le roulotte. Rifiuti presenti accanto ai bidoni, addirittura un'officina a cielo aperto che quasi fa sorridere i presenti. Peggio, molto peggio è la situazione attualmente presente nel vicino campo, questo abusivo.
Tonnellate di immondizia ammassate vicino al fiume Stura e tra le baracche con gli immancabili topi a far da cornice. Uno spettacolo che non poteva certo passare inosservato. «È chiaro che qui si è superato il limite – spiega allibito l’assessore Mangone –. Bisognerà intervenire al più presto per ripulire questo campo. Ma ora è difficile stabilirne i modi e i tempi». Via Germagnano rispecchia fedelmente la realtà di lungo Stura Lazio, guarda caso arrivata al collasso dopo anni di mancati interventi.
«Si tratta, infatti, di due situazioni che andranno risolte allo stesso modo – ha commentato il presidente della circoscrizione Sei Vittorio Agliano presente al campo con il coordinatore all'ambiente Lovito –. La nostra speranza è che il nuovo prefetto decida di intervenire anche in via Germagnano dove la realtà ha persin superato la fantasia». Anche i consiglieri comunali storcono il naso di fronte a tanta anarchia. «La bonifica è essenziale ma non sufficiente – chiosa Domenica Genisio, presidente della Quarta commissione consiliare –. Serve soprattutto un progetto d'accompagnamento per i rom, un percorso formativo dove chi sgarrafa le valigie e chi rispetta le regole rimane».
Qualcuno, invece, la pazienza l'ha proprio persa. I volontari dell'Enpa e della Lega per esempio. Arrivati al punto di trasformare i loro canili in veri e propri fortini per contenere i ripetuti assalti degli zingari invasori. «Noi non ne possiamo più – lamenta Giovanni Pallotti, presidente dell'Enpa –. Chiediamo non solo una pulizia ma anche provvedimenti per gli abusivi. Qui a causa loro non si vive più da tempo».
Fonte
Philippe Versienti, “Il campo zingari è una discarica. Il Comune paga un'altra bonifica”, Torino CronacaQui, 23 settembre 2010, 3


















