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Il Comune senza soldi taglia pure le mense «Ma aiuta gli zingari»


L'assessore: «Tremonti ci ha tolto 6 milioni». La Lega: «E per i rom spendete 220mila €»

Proprio una bella scoperta per i genitori che ieri mattina hanno accompagnato i propri figli negli istituti che compongono il plesso scolastico Coppino per il primo giorno di scuola. «Signori, da oggi e fino al 27 settembre non saremo più in grado di garantire il tempo pieno». In altre parole, niente più lezioni al pomeriggio e uscita obbligatoria all'ora di pranzo. E tutto perché il Comune ha tagliato definitivamente le prime due settimane di mensa. «Di solito – spiega l'assessore ai Servizi Educativi, Beppe Borgogno – per i primi 15 giorni di scuola questo era un servizio a richiesta, riservato in media al 20 per cento degli studenti. A luglio, però, il Governo ci ha tagliato il bilancio. E noi siamo stati costretti a rivedere i nostri piani».

Una mossa che ha permesso a Palazzo Civico di recuperare circa 300mila euro. Altri 600mila sono stati garantiti da un diverso impiego delle insegnanti dei corsi di lingue. «In questo modo abbiamo potuto pagare le cooperative che si occupano di pulire gli istituti prima dell'inizio delle lezioni», si giustifica Borgogno. E i disagi che dovranno patire i genitori della Coppino e di almeno altri cinque istituti a Torino? «Non è stata una scelta indolore – continua l'assessore –, ma per venire incontro alle loro esigenze abbiamo anche introdotto la possibilità per i ragazzi di pranzare al sacco. Se poi i presidi non hanno accettato la proposta, non è colpa nostra. Personalmente posso solo dire che per loro non c'era nessun costo aggiuntivo. Avrebbero soltanto dovuto garantire la vigilanza».

Palazzo Civico se la prende quindi con la mannaia del Governo, che ha inciso per 6 milioni sui conti dei servizi educativi e per un totale di 44 su tutte le voci di bilancio. Dal canto suo, l'opposizione si chiede se quei 300mila euro non potevano saltar fuori intervenendo su altri settori. «Ad esempio sugli zingari – fa notare il capogruppo della Lega, Mario Carossa – visto che abbiamo appena stanziato 220mila euro per ripulire i campi nomadi invasi dall'immondizia». «Ma prima non si può chiedere la bonifica e poi dire che si sprecano i soldi» ribatte Borgogno. Un appunto molto simile a quello mosso da un altro consigliere comunale, Federica Scanderebech: «Mi auguro che l'attenzione di questa giunta comunale si concentri sempre più su tutti i torinesi ricaduti nella povertà e che vanno aiutati piuttosto che sui rom». E tanto per gettare un altro po' di benzina sul fuoco, Carossa fa notare che l'assessore Borgogno è inserito tra gli invitati a un incontro organizzato per oggi dal Pd per presentare le iniziative contro la riforma Gelmini. «Siamo forse già in campagna elettorale?» si chiede polemico il capogruppo della Lega. «Io non ne sapevo niente – risponde Borgogno – si vede che mi hanno inserito di default. E poi comunque a quell'ora sono in giunta».

Fonte

Paolo Varetto, “Il Comune senza soldi taglia pure le mense «Ma aiuta gli zingari»”, Torino CronacaQui, 14 settembre 2010, 2



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