Strade ripulite per l'incontro del procuratore con i negozianti di Porta Palazzo
Tutto era pronto. La procura in incognito per le strade e la microdelinquenza di Porta Palazzo. Così doveva andare ieri mattina nelle intenzioni del Coordinamento comitati spontanei torinesi che aveva invitato il procuratore della Repubblica Marcello Maddalena e i pm Francesco Saluzzo e Paolo Borgna, a «vedere con i propri occhi» lo stato di degrado di certe zone di Porta Pila «che godono ormai di extraterritorialità perché in mano alla microcriminalità».
Ma la discesa di Maddalena tra i diseredati, questa volta, ha avuto troppi angeli custodi. La notizia è trapelata e addio incognito. La «calata agli inferi» si è trasformata in una tranquilla passeggiata domenicale. Irriconoscibile via Cottolengo, di solito gremita di varia e sospetta umanità e ieri completamente sgombra. Solo camionette, cani antidroga, poliziotti, carabinieri e vigili in alta uniforme che scattavano – mano tesa sul cappello e batter di tacchi – ogni dieci metri.
«È scandaloso, non vediamo un cane poliziotto da mesi» il commento di uno dei commercianti del Coordinamento. «Stamattina Gesù è sceso qui tra noi – quello di Carmine Batilde, altro componente del Coordinamento – È una presa in giro».
Ma alla fine, «immersioni» a parte, la visita dei tre magistrati ha avuto il suo risultato. «Ringraziamo il procuratore Maddalena e i pm Saluzzo e Borgna per aver risposto al nostro invito – ha dichiarato il presidente del Coordinamento Carlo Verra –. La loro sollecita risposta non ci fa sentire così soli. Il loro agire per il cambiamento ci conforta perché è dalla sinergia tra magistrati e cittadini che è nata Mani Pulite e questo significa che quando c'è la volontà di cambiare, qualcosa si può fare».
Ma cosa bisognerebbe cambiare a Porta Palazzo? «Tutto – risponde la signora Anna, una delle ultime commercianti italiane rimaste a Porta Palazzo –. Guardi, non è una questione di nazionalità, qui ci sono extracomunitari che lavorano, brava gente, che vuole andarsene, cambiare casa. La situazione è ormai invivibile».
Il Coordinamento parla di «spaccio alla luce del sole», ricettazione, traffici di ogni tipo. «Sappiamo che le forze dell'ordine fanno quello che possono, ma è ai vertici che ci rivolgiamo perché non vogliamo più avere pattuglie che girano per le strade con l'incarico da osservatori dell’Onu: guardare e non agire». Qualcuno si spinge oltre: «Dottore, se lei crede, possiamo anche organizzarci: come i cittadini di Tossic Park...» dice una negoziante. Subito redarguita dagli altri: «No, no, non è la soluzione, quando si inizia con le ronde, poi non si capisce chi ha torto e chi ragione». Il procuratore rassicura: «Faremo il possibile. Stiamo già lavorando perché i delinquenti stiano più tempo in carcere. Se un giudice ha dei dubbi, è giusto che assolva, lo capiamo. Capiamo meno quando, una volta accertata la responsabilità, la risposta sanzionatoria non è adeguata».
La visita della magistratura è stata accolta bene dai cittadini. La «parata» delle forze dell'ordine, un po' meno. «Questo dispiegamento di forze è uno schiaffo. Un presidio solo per la presenza del procuratore, altrimenti rimaniamo abbandonati a noi stessi. Forse dovremo invitare tutte le domeniche il procuratore a passeggiare per le nostre strade» dice uno dei commercianti al seguito del «corteo». Alla fine della breve passeggiata, il capo della procura torinese ha visto poco o nulla di quello che tutti i giorni i negozianti vivono, ma non è stata una visita inconcludente: «È sempre un incontro utile perché è sempre positivo ascoltare le istanze che provengono dai residenti. Questo ci aiuta a capire meglio i problemi della città».
In serata arrivano anche altri risultati, quelli concreti del presidio per la presenza del procuratore. L'intervento congiunto di polizia municipale, carabinieri e polizia di Stato in via Cottolengo – 60 agenti in tutto – ha prodotto un meticoloso controllo su persone, veicoli ed esercizi commerciali. Alla fine: tre magazzini alimentari sequestrati per violazione delle norme igienico-sanitarie; il titolare di un locale pubblico denunciato perché vendeva alcoolici a una persona già manifestamente ubriaca; altri due locali pubblici segnalati per la sospensione dell'autorizzazione alla vendita; tre persone accompagnate in ufficio per essere identificate e un intero bus internazionale controllato. Un'ora dopo la smobilitazione delle forze dell'ordine, via Cottolengo e Porta Palazzo sono tornati a essere quelli di prima della discesa di Maddalena.
Fonte
Raphael Zanotti, “Il miracolo di Maddalena”, La Stampa - Ed. Torino, 12 marzo 2007, 64


















