«Se il Sermig accogliesse i 13 palestinesi asserragliati nella Chiesa della Natività, ci sentiremmo abbandonati dallo Stato». Con una lettera inviata al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, al sindaco di Torino e allo stesso fondatore dell'Arsenale della Pace, le associazioni culturali «Borgo Dora», «Porta Palatina» e quella dei «Commercianti del Balon» dicono no alla proposta di accoglienza avanzata da Ernesto Olivero. «La nostra – spiegano – è una zona che ha enormi problemi di convivenza con gli extracomunitari, e la microdelinquenza portata da una buona parte di queste persone ha raggiunto livelli ormai insostenibili». Questione di ordine pubblico, insomma: non un rifiuto di solidarietà. «Se l'ipotesi Olivero dovesse essere accolta – prosegue la lettera inviata a Roma – ci sentiremmo del tutto abbandonati, considerati alla stregua di buco nero del pianeta, dove tutto ciò che gli altri rifiutano deve essere gettato».
La perplessità degli abitanti del quartiere Borgo Dora era già emersa chiaramente il giorno stesso in cui si è saputo che il fondatore e ispiratore del Sermig era pronto a offrire un tetto agli asserragliati. La lettera inviata a Berlusconi ribadisce un no categorico.
«Mi stupiscono queste parole – risponde Ernesto Olivero –: se i rappresentanti dei tre comitati sono preoccupati per i problemi del quartiere è un conto. Se parlano dell'Arsenale della Pace è un altro: in tanti anni di vita non abbiamo mai portato tensioni, né pericoli in queste vie. Abbiamo sempre e solo risolto problemi». «Tra le mura dell'Arsenale – prosegue il fondatore del Sermig – abbiamo affrontato situazioni ben più rischiose di questa. Situazioni che non sono mai finite sui giornali, di cui nessuno ha mai saputo nulla, e che si sono risolte senza problemi. Se al Sermig non è mai entrata la polizia un motivo ci sarà...».
Olivero vuole evitare polemiche e rivolte di quartiere. Afferma: «Qualcuno, in zona, sta cercando di creare ad arte tensione e paura. Qualcuno di cui conosciamo nomi e cognomi». E aggiunge: «La nostra offerta rimane valida. Il Sermig non è solo l'Arsenale della pace di Torino: abbiamo tanti altri luoghi segreti dove potremmo accogliere i palestinesi».
Fonte
Marco Accossato, “«Non vogliamo gli esiliati dalla Palestina»”, La Stampa - Ed. Torino, 10 maggio 2002, 37


















