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Porta Palazzo in mano ai criminali: i Comitati denunciano le istituzioni


Dossier-esposto del Ccst di Verra: «Indagate per omissione di atti d'ufficio»

Fotografie, reportage vi­deo, articoli di cronaca, te­stimonianze dei residenti: saranno questi gli elementi principali di un esposto che, entro il mese prossi­mo, sarà presentato alla Procura di Torino dal Coor­dinamento comitati spon­tanei torinesi di Carlo Verra sull'illegalità diffusa a Porta Palazzo.

«È giunta l'ora di chiedere alla Procura di Tori­no di indagare per omissione in atti d'ufficio chi, per il ruolo rivestito, si sia reso correspon­sabile di tale si­tuazione». Ov­vero, le istitu­zioni.

Sono due i nodi principali attorno a cui ruota il conte­nuto della denuncia. Ferite che a Porta Palazzo com­mercianti e residenti non sono più disposti ad aspet­tare che rimarginino magi­camente, vere e proprie piaghe che nessuno sembra intenzionato a curare. Il suk abusivo del fine setti­mana e dei gior­ni festivi attor­no al PalaFu­ksas, un merca­tino dei ricetta­tori che dopo le indagini della magistratura si è di fatto spostato da via Cottolen­go con somma soddisfazione di anarchici e antagonisti tori­nesi, e lo spac­cio massivo di sostanze stupe­facenti durante le ore di mercato su piazza della Repubblica, per la cronaca una delle piazze che ha raccolto l’eredità di Tossic Park.

Porta Palazzo come terra di nessuno, insomma, dove soltanto la magistratura e le forze dell'ordine sembrano in grado di intervenire effi­cacemente ma «che vengo­no evidentemente ostaco­late da una sorta di volontà superiore» secondo Carlo Verra. L'auspicio dei comi­tati, dunque, è quello che anche a Torino vengano in­dagate le più alte cariche istituzionali. Un po' come è stato per lo smog e per i rumori mo­lesti nei quartie­ri della “movi­da” milanese, dove persino il sindaco è stato recentemente iscritto nel regi­stro degli inda­gati. «A Torino non si tratta cer­to di rumori mo­lesti – spiega Verra –. A Porta Palazzo si trova uno dei più grandi mercati europei di merce contraf­fatta e rubata, senza tenere conto di quanta sia la droga venduta ogni giorno. Sono anni che gli organi di infor­mazione descrivono con dovizia di particolari la si­tuazione e, nonostante sia­no state presentate nume­rose denunce da parte dei cittadini, mai nessun intervento risolutivo realmente effi­cace è stato po­sto in essere».

La motivazione, sempre secondo i comitati, sta­rebbe in una sor­ta di «gioco del­le tre scimmiet­te» al quale commercianti e residenti si sta­rebbero rasse­gnando. «Non è certo loro la re­sponsabilità, non dei com­mercianti onesti e laborio­si, provenienti da ogni par­te del mondo, né dei resi­denti che quotidianamente vedono limitate le proprie libertà di movimento o so­cializzazione».

Fonte

Enrico Romanetto, “Porta Palazzo in mano ai criminali: i Comitati denunciano le istituzioni”, Torino CronacaQui, 27 gennaio 2010, 14



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