Una lettera al Presidente della Repubblica, al sindaco e a tutti i segretari di partito di Torino per ribadire le difficoltà di vita e di lavoro nel quartiere di Porta Palazzo.
È la seconda volta che il Ccst (Coordinamento comitati spontanei torinesi) rivolge un appello a Carlo Azeglio Ciampi e alle autorità politiche locali. «Negli ultimi dieci anni – scrivono – quest'angolo della città, con l'arrivo dei barconi carichi di disperati, si è trasformato, passando da un luogo normale ad un inferno».
E ancora: «Poco alla volta commercianti e residenti hanno iniziato ad abbandonare il territorio per cercare un ambiente sociale meno degradato e pericoloso. Oggi l'area è in gran parte costellata da negozi chiusi. Molti di questi negozi sono stati riaperti e vendono prodotti multietnici. Noi residenti, sentendoci abbandonati dalle istituzioni, ci siamo organizzati in comitati spontanei».
La richiesta di aiuto punta innanzitutto a convincere sia il Presidente della Repubblica, sia il sindaco di Torino Sergio Chiamparino, dell'esigenza di un «piano di sicurezza che possa ristabilire la legalità a Porta Palazzo». Nel mirino della protesta del Ccst ci sono soprattutto la microcriminalità ad opera di extracomunitari che vivono nella zona e la massiccia presenza di tossicodipendenti e spacciatori. «Signor Presidente – continuano – ci aspettiamo che il suo alto interessamento alle nostre dure condizioni di vita obblighi le istituzioni a lavorare sul tema della sicurezza del cittadino, affinché il diritto alla sicurezza sia di tutti e non solo di chi usufruisce d'auto blindate o di scorte. Ci aspettiamo che un suo intervento stimoli i politici a dare seguito alle promesse elettorali sulla sicurezza di noi tutti, italiani e stranieri».
La lettera è un lungo elenco di aspetti negativi del quartiere, considerazioni assai diverse rispetto a quelle di altri comitati di cittadini, che pur rilevando difficoltà e disagi oggettivi ricordano il miglioramento di Porta Palazzo, sia dal punto di vista commerciale, sia sociale.
Fonte
“Porta Palazzo nuovo appello a Ciampi”, La Stampa - Ed. Torino, 25 aprile 2002, 35


















