Tossic Park, gli abitanti del quartiere riconosciuti vittime dello spaccio
Nella richiesta di rinvio a giudizio di quaranta spacciatori di Tossic Park – tornato ad essere dopo il blitz di inizio estate il Parco Basse di Stura – il pm Andrea Padalino indica come «parte offesa» il Coordinamento dei comitati spontanei torinesi. È la prima volta che a Torino la Procura della Repubblica riconosce ufficialmente un ruolo di vittime ai cittadini di un quartiere «degradato» dal fenomeno dello spaccio di droga. Quello delle Basse di Stura, concentrato in un'area abbandonata, era diventato particolarmente rilevante per il numero di pusher e tossici coinvolti: centinaia ad ogni ora del giorno. Un formicaio di devianza sociale dal forte impatto sulla sicurezza dei residenti nelle aree circostanti.
Il pm Andrea Padalino: «Dalle indagini è emerso che i cittadini sono stati le prime vittime di quell'ipermercato a cielo aperto degli stupefacenti. Basti pensare all'incredibile quantità di borse e portafogli ritrovati dalle forze dell'ordine disseminati nel vecchio Tossic Park, dopo il blitz di inizio estate. E alla paura lievitata con scippi e rapine compiuti da tossicodipendenti per procurarsi il denaro per la droga. Lo stesso impatto negativo sul mercato immobiliare, com'era accaduto in precedenza in altre zone, ha contribuito al forte senso di insicurezza provato dai residenti in quel quartiere. Queste sono le ragioni concrete della nostra scelta processuale».
È stata indubbiamente una risposta al fenomeno delle ronde e dei giustizieri della notte contro le cui violenze casuali era stata aperta un'inchiesta penale, archiviata perchè non si è riusciti ad individuare con certezza – agivano mascherati – gli autori di pestaggi e spedizioni punitive.
Paolo Borgna, coordinatore del pool «sicurezza urbana» della procura, in questi anni ha partecipato con il collega Padalino a decine di incontri con i cittadini dei comitati spontanei delle zone più a rischio e definisce la loro collaborazione con le istituzioni «un apporto di grande importanza. Non solo perchè sono diventati le nostre “antenne” sul territorio segnalandoci dove si spostano i mercati della droga e con quali nuove modalità. Ciascuno nel proprio ambito abbiamo avviato un confronto che, nel caso del fenomeno delle ronde, è servito a contenerne il contagio. Sul piano sociale e della convivenza civile è stato un risultato importante, e per questo siamo grati ai comitati spontanei».
Aggiunge il magistrato: «Il medesimo atteggiamento di disponibilità (e di gratitudine) l'abbiamo per le associazioni di stranieri che ci hanno coinvolto nelle problematiche dell'immigrazione con ricadute nei fenomeni criminali della tratta delle persone e dello sfruttamento delle donne».
L'avvocato Angelo Maria Cignatta è il legale cui il Coordinamento dei comitati spontanei torinesi si è rivolto per chiedere, ad agosto, che venissero sentiti in procura Carlo Verra (presidente del Coordinamento) e Bernardo Moscariello (punto di riferimento della Consulta di Quartiere Rebaudengo-Derna-Basse di Stura). Riassume il legale: «Paura e insicurezza sociale hanno provocato un diffuso danno esistenziale». Archiviato Tossic Park, lo spaccio si è spostato un po' più in là: in fondo a corso Regio Parco, in un'area abbandonata fra il Cimitero Generale e il centro di smistamento delle Poste.
Fonte
Alberto Gaino, “Processo ai pusher, residenti parte lesa”, La Stampa - Ed. Torino, 20 gennaio 2009, 55


















