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Quartieri assediati. Zingari e scippatori incubi dei torinesi


Dalla periferia al centro i problemi non cambiano. Proteste a San Donato, Borgo Vittoria e Falchera

L'ultima parte dell'inchie­sta del Coordinamento comi­tati spontanei torinesi è an­nunciata per il prossimo an­no, riservando il finale al cen­tro città. «Ci avviciniamo len­tamente ai quartieri “bene”, dove si crede che la qualità della vita sia migliore e la sicurezza garantita». Quanto emerge dai risultati della se­conda tranche di questionari distribuiti tra Rebaudengo e Basse di Stura, in Borgo San Donato, Borgo Vittoria e Fal­chera, non lascia certo spera­re in nulla di buono.

L'iniziativa dei comitati spontanei, lodata anche dal sindaco Sergio Chiamparino con una lettera spedita al Ccst dopo la pubblicazione del primo report lo scorso no­vembre, spostandosi lenta­mente dalle periferie ha stu­pito gli stessi ideatori. «In Borgo San Donato abbiamo ottenuto delle statistiche che non ci aspettavamo per nulla, specie sulla sicurezza – spie­gano –, mentre a Falchera e Borgo Vittoria il problema che più persone hanno de­nunciato riguarda la presenza dei nomadi nel quartiere. Una vera e propria emergenza». Del resoconto sui questionari distribuiti in San Donato, il dato che immediatamente salta all'occhio è il primo. Il 91,15% dei cittadini intervi­stati, un campione di 113 re­sidenti, ritiene infatti insuffi­ciente i controlli delle forze dell'ordine per prevenire scippi, furti e spaccio di dro­ga nel quartiere. Segue a ruota l'86,73% di chi considera allo stesso modo l'efficacia dei controlli sulla presenza degli zingari e, poco più in basso, l’82,3% che valuta con un vo­to inferiore alla sufficienza la sorveglianza di locali pubbli­ci e privati, specie nelle ore notturne. «Un dato altrettan­to grave riguarda i rapporti con le istituzioni, soltanto il 15% di chi ha compilato il nostro questionario è soddi­sfatto, con voti che oscillano tra buono e sufficiente».

Le cose, se non si aggravano, cambiano di poco in Borgo Vittoria. Anche qui gli zingari giustificano la bocciatura (90,1% su un campione di 132 residenti), insieme ai controlli sulla sicurezza (88,65%), sui mezzi pubblici (82,83%), nei lo­cali (81,83%) e nel rapporto con le istituzioni (73,50%). Nella zona tra piazza Derna, Rebau­dengo e Basse di Stura il 95,83% degli intervistati (120) valuta in­sufficiente il con­trollo sui noma­di, il 93,33% quelli in materia di sicurezza, spe­cie sui mezzi pubblici (90,83%) e l’85,83% dei que­stionari boccia anche il rap­porto con le istituzioni. Le ultime schede distribuite alla fine del mese scorso in Falchera riportano un dato si­gnificativo sulla presenza e l'integrazione dei nomadi nel quartiere. Per il 95,17% il vo­to è una piena stroncatura, a cui si accoda quella relativa alla prevenzione di scippi, furti e spaccio di droga (87,1%), la sicu­rezza sui mezzi pubblici (83,88%), i con­trolli nei locali pubblici e privati (77,44%) e l’assistenza alle fasce deboli (77,43%).

«Ciò che maggior­mente emerge è la necessità dei cit­tadini di trovare uno sfogo, attra­verso la compila­zione dei questionari – com­menta Carlo Verra, presidente del Ccst –. I nostri cittadini lamentano pesantemente l'assenza delle istituzioni, so­prattutto quella dei politici».

Fonte

Enrico Romanetto, “Quartieri assediati. Zingari e spacciatori incubi dei torinesi”, Torino CronacaQui, 11 dicembre 2009, 7



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