Il sondaggio dei comitati spontanei in quattro aree
A Barriera di Milano si vive male. Scippi, sporcizia e spaccio di droga sono all'ordine del giorno. Lo stesso accade a San Salvario, Porta Palazzo e Vallette. E i residenti bocciano i loro quartieri. È il risultato dei quattro sondaggi dei Comitati spontanei torinesi (Ccst) ai quali ha risposto un campione di 643 cittadini su 270 mila abitanti.
Mancano gli spazi di aggregazione e le istituzioni spesso sembrano lontane. Ma il cuore del problema resta la scarsa sicurezza: sui mezzi pubblici, per strada e nelle aree del mercato. Spicca Barriera di Milano con il 96,40% di insoddisfatti, seguita da Lucento-Vallette (86,72%), San Salvario (85,05%) e Porta Palazzo (82,45%).
Ci sono poi le caratteristiche proprie di ogni quartiere. Si va dall'82,63% di giudizi negativi sulla sosta selvaggia in piazza Madama Cristina, all'82,45% di lamentele contro i banchi abusivi al mercato di Porta Palazzo. C'è infine un picco di 95,57% abitanti che reputa insufficiente il controllo sui nomadi presenti a Vallette e Barriera di Milano, dove la percentuale scende solo di qualche punto (93,58%).
Sconfortante anche la valutazione della pulizia nei quartieri e nei giardini, con bocciature che superano l'80%, tranne nel caso di Porta Palazzo, dove le insufficienze si fermano al 62,30%. Sono soprattutto donne, anziani e disabili a pagare il prezzo più alto. La carenza di politiche sociali adeguate è denunciata dal 78,44% degli intervistati a San Salvario e «soltanto» dal 61,06% a Lucento-Vallette. «Per uscire con la carrozzella – denuncia Anna Andreotti, abitante di via Cottolengo – bisogna chiedere il permesso a chi occupa lo spazio con banchi abusivi». Ma fasce deboli sono anche gli immigrati di Porta Palazzo che hanno attività commerciali regolari e pagano la tassa rifiuti anche per chi ha il banco abusivo. «In una ventina hanno risposto al questionario – dichiara Carlo Verra, portavoce dei Comitati spontanei torinesi (Ccst) – Molti i cinesi e i maghrebini. Lamentano i ricatti della malavita, ma hanno paura di denunciare».
I questionari hanno riscosso un certo successo nei diversi rioni torinesi, creando la coda di fronte al gazebo itinerante nelle ore di punta del mercato. Hanno risposto per lo più donne e persone di mezza età. Sono soprattutto gli anziani a infilare una insufficienza dietro l'altra. Non manca però qualche parere in controtendenza. «San Salvario è come un paesino – dichiara Lorenzo Acquarone, venticinquenne originario di Cuneo, a Torino da 10 anni –. Ci si conosce tutti ed è più economico». «C'è un solo difetto – aggiunge Elena Dellavalle –. Puzza e il parcheggio costa davvero troppo, considerato che non si è in pieno centro. L'insicurezza si vive soltanto in alcuni punti del quartiere».
Il sondaggio dei comitati prosegue ogni sabato di novembre: il 7 in piazzale Barcellona, poi piazza Vittoria (Borgo Vittoria), via Porpora e Falchera Nuova. Tra gli impegni futuri: allargarsi alle Associazioni di via e intensificare il dialogo con le istituzioni. «Per ora si è aperto uno spiraglio soltanto con il Comune», è il laconico commento di Carlo Verra.
Fonte
Elisabetta Graziani, “Sicurezza, i residenti bocciano i quartieri”, La Stampa - Ed. Torino, 4 novembre 2009, 66


















