Ma gli abitanti della zona continuano a fare le ronde
L'«effetto spranga», almeno per quanto riguarda i tossic tram, ha funzionato. Ieri, i tossici diretti al market di corso Giulio Cesare, sono arrivati con altri mezzi, sono scesi un paio di fermate prima, hanno usato le auto, gli scooter e persino le biciclette. Ieri sera la gente del quartiere si stava preparando per un'altra spedizione punitiva (senza spranghe, tanto per non finire nel labirinto delle inchieste giudiziarie), quando – alle 19,30 – sono arrivate le «Stilo» del commissariato. Fine del raid. Il dirigente, il vicequestore Jolanda Seri, in questi giorni, ha fatto il possibile per riportare la calma fra gli abitanti di via Rocco Scotellaro e dintorni.
Commenti acidi: «Qualche risultato l'abbiamo finalmente ottenuto, dopo mesi di indifferenza. Adesso la polizia viene tutte le sere, anche se per controllare noi. Comunque, è un fatto positivo. Alla fine, vedrete, gli indagati dalla magistratura saremo noi e gli spacciatori, come al solito, impuniti». I ragazzi delle ronde osservano da lontano il continuo e incessante flusso dei tossici verso i pusher, annidati lungo le sponde dello Stura. Che sia cambiato qualcosa, nel monotono tran-tran di Tossic Park, è evidente. I tossicomani e i consumatori occasionali si avvicinano al prato davanti al Novotel, con molta circospezione. Qualcuno mormora parole minacciose. «Ci provino, li sto aspettando, vengano pure...». Arrivano qui in crisi di astinenza, hanno fretta, alcuni corrono verso la boscaglia. Chi stringe i soldi in mano, chi un'autoradio appena rubata. Quelli senza soldi frugano nell'erba, cercano siringhe usate, per succhiare qualche residuo di principio attivo nel siero sanguinoso che si deposita nel fondo del serbatoio. Tutto come prima, insomma. Sino alle 20, il famigerato «4» sembrava quasi percorrere una linea normale, in un mondo normale. La contestazione continua. Lo aveva promesso il presidente del Tavolo Sociale, Bernardo Moscariello: «La nostra sarà una protesta pacifica, ma continueremo nella lotta contro i venditori di droga e i loro clienti, anche da soli, senza l'aiuto di nessuno».
I comitati spontanei, ieri, in un comunicato prendono posizione su Tossic Park: «...Se il cittadino non viene protetto dallo Stato, se convive con la paura, se si trova ad essere prigioniero in casa propria ed è costretto a rinunciare alle relazioni sociali, perchè vive in un ghetto, a causa di un problema di ordine pubblico, ebbene, dopo aver tentato la strada della denuncia con petizioni, manifestazioni pubbliche ed altre iniziative pacifiche, o si rassegna o è costretto a diventare un problema di ordine pubblico, per avere l'attenzione delle Istituzioni».
Fonte
Massimo Numa, “Tossic Park, i pusher resistono alle spranghe”, La Stampa - Ed. Torino, 2 febbraio 2007, 58-9


















