C.C.S.T. - Coordinamento Comitati Spontanei Torinesi

    

Droghe e ''stanze del buco'': il minimo danno per il cittadino


L'INIZIATIVA

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In Europa sono già operative 80 narcosale
Il C.C.S.T. - Coordinamento Comitati Spontanei Torinesi è favorevole alla creazione di narcosale sul territorio, in un'ottica di riduzione del danno per i cittadini che sono costretti a vivere nelle aree interessate dal fenomeno della tossicodipendenza. Da sempre abbiamo come obiettivo primario quello di rendere nuovamente vivibili i quartieri cittadini abbandonati dalle Istituzioni. Se questo obiettivo si può raggiungere anche con la creazione di "stanze del buco", non rifiutiamo il confronto e, anzi, vogliamo stimolarlo con una nostra proposta.

Il responsabile Politiche sociali del C.C.S.T. Dott. Giancarlo Ballisai ha stilato una relazione illustrativa sul tema della tossicodipendenza che, accanto ad un'analisi tecnica del fenomeno, presenta le nostre riflessioni e proposte. Speriamo che questo documento possa contribuire ad aprire un serio dibattito pubblico con istituzioni, partiti politici, associazioni, Chiesa cattolica e cittadini.

Ben consci delle divergenze pregiudiziali ed ideologiche che vi sono sull'argomento all'interno della società civile, abbiamo cercato di conciliare tutte le opposte posizioni con le esigenze di quei cittadini che devono forzatamente convivere con il problema della tossicodipendenza.

Le nostre proposte ruotano attorno a due punti cardine. Il primo punto riguarda l'obbligatorietà dell'uso delle narcosale: la consegna della dose al cittadino tossicodipendente e il suo consumo devono avvenire direttamente in tali strutture e limitatamente alle stesse. Il secondo punto riguarda l'istituzione del TSO. (Trattamento Sanitario Obbligatorio) per chi viene sorpreso a “bucarsi per strada”, non ottemperando all'obbligatorietà dell'uso delle narcosale. In questo caso il tossicodipendente deve essere equiparato ad un paziente psichiatrico: si deve infatti ritenere che chi fa uso per strada di sostanze stupefacenti non sia in grado di intendere e di volere poiché danneggia la propria salute e nello stesso tempo tiene un comportamento pericoloso per la società.

Il C.C.S.T. ha da sempre come obiettivo primario quello di rendere nuovamente vivibili i quartieri cittadini abbandonati dalle Istituzioni. Se questo obiettivo si può raggiungere anche attraverso la creazione di "stanze del buco", non rifiutiamo il confronto. Anzi, lo vogliamo stimolare con una nostra proposta che crediamo affronti il fenomeno della tossicodipendenza pragmaticamente e con un approccio innovativo: centrale è il concetto di "minimo danno", ma inteso per i cittadini non tossicodipendenti che subiscono loro malgrado il fenomeno.

GLI SVILUPPI

La proposta del C.C.S.T. è stata accolta favorevolmente dai Radicali, attraverso l'Associazione Radicale "Adelaide Aglietta". Si è pertanto deciso di saldare i rispettivi piani d’azione su alcune precise proposte e di collaborare alla stesura di una petizione da rivolgere al sindaco Sergio Chiamparino.

Nel documento elaborato si chiede di "istituire immediatamente un tavolo di lavoro attorno al quale, oltre al prefetto ed ai responsabili delle Forze dell'Ordine, siedano anche i responsabili dei servizi socio-sanitari operanti sul territorio ed i responsabili del C.C.S.T. e di altri comitati e/o di associazioni in rappresentanza dei cittadini, per definire ed attuare una strategia di intervento capace di governare efficacemente il fenomeno "tossicodipendenze” a Torino.

La petizione è stata presentata il 21 ottobre 2008 all’Ufficio per le Relazioni con il Pubblico della Città di Torino da Carlo Verra (presidente del C.C.S.T.) e da Domenico Massano (Giunta di Segreteria dell'Associazione Radicale "Adelaide Aglietta").



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Il C.C.S.T. - Coordinamento Comitati Spontanei Torinesi rappresenta da subito una novità e una anomalia importante nel panorama socio-politico torinese, portando con forza e senza compromessi all'attenzione dell'opinione pubblica locale e nazionale le tante contraddizioni che si celano in molti dei quartieri cittadini, contraddizioni volutamente nascoste dalle istituzioni e fatte passare sotto colpevole silenzio dagli organi di informazione.

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