C.C.S.T. - Coordinamento Comitati Spontanei Torinesi

    

Patto sociale per la moschea di via Urbino


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La futura moschea di via Urbino
Il 28 maggio 2010 si è tenuto il dibattito pubblico organizzato dal C.C.S.T. - Coordinamento Comitati Spontanei Torinesi sul tema "La moschea in via Urbino: perché? Parliamone".

Nel dibattito, moderato da Massimo Tadorni, Ilda Curti, Mario Carossa, Andrea Tronzano, Idris Abd ar-Razzaq Bergia e Carlo Verra hanno discusso del progetto di costruire un centro culturale islamico e di preghiera nel cuore del quartiere Aurora.

Noi del C.C.S.T.  siamo consapevoli che è un diritto sancito dalla Costituzione della Repubblica Italiana garantire la libertà di culto senza distinzioni di fede alcuna, ma sappiamo anche che è un diritto inalienabile del cittadino vivere senza paura.

Le notizie che arrivano dagli organi di informazione ci preoccupano. Non si contano più gli esempi di “centri culturali” o sedicenti moschee che sono diventati luoghi di traffici di ogni genere o, peggio, centri di reclutamento per terroristi. Per questo motivo abbiamo ritenuto indispensabile invitare ad una pubblica assemblea i cittadini e le istituzioni, al fine di conoscere lo stato di avanzamento dei lavori della moschea di via Urbino.

In poche parole, si vuole sapere se l’edificazione della moschea abbia ottenuto tutte le autorizzazioni previste dai nostri regolamenti. In caso affermativo, vorremmo avere dalle istituzioni cittadine ampie assicurazioni affinché la nostra vita e il nostro quartiere (che vive già situazioni inquietanti) non debbano sprofondare ulteriormente nella paura.

I cittadini di fede musulmana stiano certi che, da parte nostra, fugato ogni legittimo dubbio sulla bontà del progetto, alla futura moschea  andrà il rispetto che si deve ad un luogo di culto di qualsiasi religione.

In quest'ottica, al termine della serata il C.C.S.T. ha presentato un patto sociale e la proposta di sottoscriverlo insieme a Comune e Prefettura. Un accordo che impegnerebbe le parti a riconoscere «garanzie di vivibilità, sicurezza e decoro a tutti coloro che risiedono nella via e nelle vie limitrofe», necessarie a «mantenere il giusto equilibrio tra residenti e cittadini di fede musulmana», «ferma restando ogni doverosa adozione delle misure di sicurezza».

Un proposta che Ilda Curti, Assessore alle Politiche per l'integrazione del Comune di Torino, ha accolto favorevolmente dicendosi disposta ad approfondirla nel corso dei prossimi mesi in sede istituzionale. Da parte nostra, continueremo a seguire gli sviluppi della vicenda.



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